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Scoperte le autrici del gesto di bullismo

Scoperte le autrici del gesto di bullismo

La ragazza aggredita venerdì sera fuori da un noto locale ne avrà per 30 giorni  in seguito alle botte ricevute dalle coetanee. Le famiglie rivolgono un appello alle forze dell’ordine e al Comune di Ladispoli affinchè vi siano maggiori controlli

di DANILA TOZZI

LADISPOLI – Si parla di aggressione, di atti di violenza, si è evocato il bullismo e apriti cielo sulle pagine dei social sono scoppiate le polemiche “perché in fondo che avranno mai fatto!”. 
Questo è il clima che si respira attorno all’ultimo episodio in cui una ragazza minorenne di Ladispoli è stata assalita da alcune coetanee e una maggiorenne, in una discoteca della zona (non è stato ancora accertato se la lite sia scoppiata al di fuori o all’interno del locale). 
Rimane la brutalità del gesto, la ferocia gratuita, e la superficialità con cui il fatto è stato stigmatizzato, come se serpeggiasse una sorta di rassegnata indifferenza di fronte a simili cronache. La storia è nota: una ragazzina la settimana scorsa si trovava in compagnia di amici in questo posto dove si balla fino a tarda notte, all’improvviso (per futili motivi, questa l’espressione che viene utilizzata nei verbali di denuncia), forse uno sguardo di troppo, una parola malintesa, un cenno preso per provocazione e parte la ridda di botte e colpi alla testa e al volto. 
Così per una bazzecola si può finire all’ospedale: la ragazza ne avrà per 30 giorni e proprio ieri doveva essere operata al setto nasale più varie escoriazioni ma questa volta i colpevoli hanno nome e cognome. 

I testimoni hanno parlato, hanno rilasciato dichiarazioni in cui è stato facile risalire alle autrici del vile gesto. 
E ora tutti quelli che condannano simili violenze si aspettano una punizione esemplare da parte delle istituzioni. 
Non si sa infatti se le ragazze incriminate si siano ricredute, abbiano fatto venia o chiesto scusa alla giovane vittima. 
Certo è che le indagini sono andate avanti a ritmo sostenuto per assicurare alla giustizia chi ha sbagliato. 
Infatti già nei prossimi giorni si dovrebbe conoscere l’identità di chi ha picchiata la ragazzina ricoverata all’ospedale di Bracciano. Certo ora le famiglie chiedono a più voci maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine di vigilare su simili posti frequentati preferibilmente da giovani e giovanissimi dove non è difficile scoprire che circolano anche sostanze proibite dalla legge, dove si fuma e si beve senza controllo; inoltre la chiusura così ritardata agevolerebbe un giro di individui senza scrupoli pronti a sfruttare l’ingenuità degli avventori. 
Dopo le rimostranze nella caserma dei carabinieri, molti genitori si sono rivolti pure al Comune perché il sindaco e gli amministratori intervenissero per sorvegliare meglio tali ambienti. Magari anticipando anche l’orario di chiusura. 

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