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Farmacia, torna la minaccia chiusura

Farmacia, torna la minaccia chiusura

Monta la polemica sui social network. C’è chi ipotizza una cessione ma Minghella smentisce

S. MARINELLA – Tornano a rincorrersi le voci di una probabile chiusura della farmacia comunale. La polemica infatti monta sui social network e nei vari interventi, c’è chi giura che il presidio sanitario del Comune è a rischio cessione. A tirare il sasso nello stagno è Stefano Cacciatori che ipotizza una possibile cessione della farmacia, che reputa importante ed essenziale per le necessità dei cittadini, in particolare quelli che abitano nel rione Valdambrini. «Non basta che la farmacia sia stata messa in difficoltà proprio dalle scelte della giunta in carica – dice Cacciatori – e dalla mancanza degli incassi, non basta che la buona gestione dell’attività sia stata inibita dall’imposizione delle scelte di funzionari non direttamente competenti ed esterni all’attività, e non basta che tutto questo sia stato più volte segnalato. Pare proprio che l’accumulare pretesti evidenti per poter soddisfare le mire di qualcuno sia, secondo l’amministrazione corrente, un procedimento sufficiente e giustificante. Si tenga presente che non è escluso che in tutto questo si possa configurare qualche reato penale e che le attenzioni di magistrati antimafia sono su Santa Marinella già da tempo, anche se con discrezione. Sembra anche che, a causa delle mie denunce sull’argomento, si stiano studiando provvedimenti disciplinari nei confronti di qualche dipendente della stessa farmacia». A rispondere al cittadino indignato è il delegato al Bilancio Emanuele Minghella che, attraverso lo stesso social network, fa sapere che l’attuale maggioranza non è assolutamente interessata a vendere la farmacia e che non ci saranno provvedimenti per il dipendente della stessa. «Perché dovremmo punire la dottoressa? – si chiede Minghella – la nostra volontà è di tutelare un bene dei cittadini. Se parliamo di numeri – conclude il delegato – la farmacia è in perdita per i numeri che conosco da almeno cinque anni. Da questo dobbiamo trovare una soluzione, non possiamo permetterci di utilizzare risorse dei contribuenti per coprire la mancanza di utili». Sulla discussione interviene anche la leader della lista civica Un’Altra Città è Possibile. «La questione investe tutta la maggioranza – dice Paola Rocchi – e chi, della minoranza, appoggia questa maggioranza. La domanda è, cosa si è fatto negli ultimi cinque anni per evitare le perdite della farmacia? Perchè quando noi dell’opposizione abbiamo chiesto chiarezza non l’abbiamo mai avuta? Quanto incide il costo del personale e gli altri costi? Come si sarebbero potuti contenere? Quale conseguenza ha avuto il declassamento del direttore della farmacia che era responsabile del servizio? La decisione è di tutti i rappresentanti della maggioranza. Se si lascia morire questo servizio e poi lo si esternalizza, come si può pretendere che il cittadino lo accetti?».

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