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Claudia Acque, oggi il tavolo tecnico

Questa mattina al Ministero dello Sviluppo. Situazione ancora critica per le famiglie e i lavoratori  

Questa mattina al Ministero dello Sviluppo. Situazione ancora critica per le famiglie e i lavoratori  

ANGUILLARA SABAZIA – Indetto per questa mattina alle 11 al Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione Generale per la Politica Industriale e la competività, struttura crisi di impresa ,un tavolo tecnico per la difficile situazione dello stabilimento dell’Acqua Claudia di Anguillara in stato fallimentare. Lo si apprende da una nota dell’amministrazione comunale in cui si precisa che “come Istituzione locale siamo sensibili nonché vicini alle famiglie dei lavoratori che stanno vivendo da più di due anni la situazione fallimentare dello stabilimento ed è per questo che il Comune di Anguillara ha aderito ad un tavolo tecnico presso il Ministero dello Sviluppo Economico”. “Lo scopo – aggiunge la nota – è di risolvere al più presto possibile una vicenda che non solo ha creato danni ai lavoratori ma anche al fine di potere portare avanti quanto prima un idoneo progetto di sviluppo del territorio per il tramite di una risorsa fondamentale qual è lo stabilimento e il parco archeologico della Villa Romana dell’Acqua Claudia». Commenti positivi in vista di una soluzione della vertenza sono stati espressi anche dal deputato dem Emiliano Minnucci, già sindaco di Anguillara. “L’iter procedurale per la liquidazione giudiziaria della Società Acqua Claudia – ha dichiara in una nota – sta andando avanti con l’obiettivo di chiudere la vicenda nel migliore dei modi e con la dovuta celerità, al fine di garantire il rilancio di questa realtà produttiva”. Minnucci venerdì scorso   ha incontrato il giudice Giuseppe Bianchi, presso il Tribunale di Civitavecchia. “L’Acqua Claudia – ha aggiunto Minnucci – è senza alcun dubbio un simbolo del nostro territorio non solo da un punto di vista storico ed ambientale ma anche da quello economico ed occupazionale. Per questo, dunque, ho fatto presente al giudice Bianchi le mie preoccupazioni riguardo il futuro dello stabilimento e di quanti ci lavorano. L’attenzione e la solerzia dimostrata dal Tribunale di Civitavecchia – ha concluso Minnucci – sono di buon auspicio: finalmente si inizia a vedere una luce in fondo al tunnel. Continuerò a monitorare la vicenda ed a tenere informati i cittadini”. La situazione societaria con uno stabilimento praticamente fuori controllo non promette bene comunque dal punto di vista della bonifica dell’amianto. Si tratta di ben 6.500 metri quadri di amianto a copertura dei capannoni le cui condizioni vanno via via progressivamente peggiorando causando un aumento del rischio per le popolazioni circostanti. Ed al riguardo è stata presentata da un cittadino una formale denuncia ai carabinieri, alla guardia di finanza, alla Asl, al sindaco, al Ministero dello Sviluppo Economico e alla Regione Lazio, oltre che al giudice fallimentare, nei confronti dei titolari della società che si sono succeduti negli anni per il mancato rispetto della normativa vigente. Nella denuncia si fa presente che, tra le altre cose, “nonostante il problema sia noto da tempo, l’ufficio competente della Asl di riferimento, non ha messo in atto tutte quelle azioni necessarie al controllo e alla rimozione di detto materiale cancerogeno”. (G.V.)

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