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Terza udienza del processo Vannini

Terza udienza del processo Vannini

Oggi in Corte d’Assise a Roma sfileranno i testimoni d’accusa: i genitori di Marco, il cugino, il medico del PIT e l’infermiera. Possibile l’apertura di nuovi scenari che potrebbero dare svolte inattese 

di GIULIANA OLZAI 

CERVETERI – Oggi al via in Corte d’Assise a Roma la terza udienza del processo Vannini, il 20enne cerveterano ucciso più di un anno fa, a Ladispoli, da un colpo di pistola partito dall’arma del papà dell’ex fidanzata, Antonio Ciontoli. Oggi verranno escussi dal  Collegio giudicante (presidente Anna Argento e giudice a latere, Sandro Di Lorenzo) come testimoni d’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Alessandra D’Amore, innanzitutto i genitori di Marco e  il cugino Alessandro Carlini. Per Marina e Valerio è un momento importante in quanto è la prima volta che potranno dire la loro opinione sui fatti poiché non sono stati mai ascoltati tranne che dalla polizia giudiziaria. Nell’intervista in esclusiva rilasciata al nostro quotidiano, Marina anticipa alcuni punti dolenti di quella che sarà la sua testimonianza. Punta il dito su alcuni aspetti caratteriali del figlio Marco, a suo avviso, sottovalutati e dei quali non si è tenuto debito conto. Inoltre chiederà spiegazioni di una maglietta, quella che Marco indossava la sera della tragedia, mai ritrovata e mai restituita. Questi che possono sembrare particolari insignificanti potrebbero assumere grande rilevanza nell’orientamento del Collegio giudicante. Fondamentale poi la testimonianza del  dottor Matera, il medico di guardia al PIT quella tragica notte quando Marco arriva agonizzante, e dell’infermiera dell’ambulanza del 118, Ilaria Bianche che si è recata assieme al Calisti (già sentito nella scorsa udienza) nella villetta dei Ciontoli per portare i primi soccorsi a Marco. Infine verrà escusso l’operatore sanitario Magro. Queste testimonianze sono importanti perché saranno descritte alla Corte le modalità di soccorso e riferiti i fatti nel loro complessivo evolversi sino al drammatico esito finale. In particolare, il dottor Matera renderà edotti anche del colloquio privato avuto con Antonio Ciontoli che qualificatosi come appartenente all’Arma dei carabinieri gli aveva chiesto di non scrivere nel referto la reale causa del ferimento. Solo dopo il colloquio, come è emerso anche dalle dichiarazioni del Calisti,  che il medico informa i presenti che Marco era stato ferito da un colpo di arma da fuoco e che quindi la procedura per soccorrerlo sarebbe stata diversa. Si attiva quindi immediatamente l’elisoccorso, anche se ormai, visto il tempo trascorso, per il ragazzo non c’era più niente da fare. La testimonianza dell’infermiera  confermerà le condizioni di Marco al suo arrivo in quella villetta e la minimizzazione da parte dei presenti della gravità del fatto tanto che l’ambulanza parte con un codice a bassa priorità.  Tanti sono ancora i punti da chiarire per cui questa udienza potrà sortire delle sorprese. Dipenderà dall’esito dell’esame dei testi che saranno sentiti oggi determinanti poiché dalle loro dichiarazioni si potrà o consolidare la realtà dei Ciontoli definita dai legali della parte civile una ‘’montagna di bugie e falsità’’ oppure si apriranno spiragli che potranno dare, attraverso nuovi scenari, una svolta inaspettata a questo processo.

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