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Ladispoli, è scontro tra amministrazione ed associazioni

di DANILA TOZZI

LADISPOLI-Non si placano le polemiche tra associazioni umanitarie di Ladispoli e amministrazione comunale. 
Un rimpallo di responsabilità sulla gestione di spazi e sedi che finora non ha trovato altro sfogo se non le accuse reciproche di scarsa sensibilità e poca comunicazione. 
Attualmente la situazione è questa: dopo varie vicissitudini Animo Onlus e Humanitas si sono disposte ad operare presso dei locali di proprietà del Comune dietro l’Auditorium “Massimo Freccia”, sull’Aurelia. 
Ora poichè è imminente l’apertura al pubblico del teatro, le due associazioni hanno deciso di sospendere temporaneamente il servizio di distribuzione di viveri (Humanitas) e vestiario (Animo) per non intralciare i lavori dell’inaugurazione. Fermo restando però che venga accolta la loro richiesta di avere una sede fissa e soprattutto in modo gratuito e definitivo. 
Fin dall’inizio il Comune si è schermito affermando che Ladispoli è “l’ente nel litorale a nord di Roma che, in percentuale rispetto al proprio bilancio, investe di più nei Servizi sociali. Alle associazioni umanitarie che agiscono nel nostro territorio il Comune ha assicurato, fin dalla loro costituzione, una sede dove poter sviluppare la loro meritoria attività e questo privilegiando le attività umanitarie rispetto a quelle di altre attività di volontariato che pure avevano richiesto strutture al Comune. 
L’obiettivo dell’amministrazione è arrivare ad una sede stabile e possiamo assicurare sin d’ora che le associazioni umanitarie non saranno mai senza una sede”. 
Proprio nei giorni scorsi Animo Onlus però è partito all’attacco, scatenando le reazioni di piazza Falcone “Ma come -scrivono in un comunicato -l’associazione Animo ha sempre avuto a disposizione locali comunali e li ha tuttora, senza che le fosse richiesta alcuna domanda scritta e senza che fosse stato emanato un bando. 
È un caso più unico che raro nel quale chi è ospitato attacca chi è stato sempre disposto ad ospitarlo. 
E nonostante questo gli amministratori hanno sempre mantenuto l’impegno di dare spazi coperti ed usufruibili alle associazioni. Questo a proposito di “chi è di parola” e di chi si comporta con senso di responsabilità”. Tra l’altro in una nota l’amministrazione, attraverso l’Ala Servizi, ha sottolineato come “sia stato già pubblicato un bando per un locale di 250 metri quadrati disponibile per Associazioni sociali e umanitarie. 
I locali di via Milano – via Bracciano sono ugualmente disponibili (e alcuni dirigenti di Animo lo sanno bene) ma il bando è stato sospeso dopo che i locali stessi sono stati danneggiati da gravi atti di vandalismo. Il 10 ottobre il dirigente del settore manutenzioni ha già firmato la determina per rendere di nuove disponibile la struttura. 
Questo sempre a proposito di “chi è di parola” e di chi mantiene gli impegni evitando di fare polemica. Aspettiamo che vengano protocollate le richieste delle Associazioni interessate tra cui Pixi, La Metamorfosi e Libera”. A questo punto Animo Onlus ripercorre tutti i passaggi che sono stati fatti per arrivare all’attuale situazione in cui s’indignano accusando l’amministrazione di politica miope «forse non è chiaro che queste due associazioni non stanno portando avanti progetti ricreativi o culturali ma stanno fronteggiando sul campo una vera e propria emergenza sociale. 
Non stanno chiedendo una sede stabile per sfizio o per un’impuntatura, ma perché ritengono urgente e necessario un luogo fisico dove la partecipazione organizzata dei cittadini nel sociale possa prendere corpo in maniera strutturata e progettuale». Fino a settembre .
«Nel bando – promesso entro un mese dall’incontro – ci è stato preannunciato che sarà chiesto alle associazioni assegnatarie di coprire la parte mancante dei lavori che servono per completare l’opera (che si stima intorno ai 15mila euro). Ma chi ce l’ha tutti questi soldi?».

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