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Pincio, guerra fredda tra Riccetti e Cordella

Pincio, guerra fredda tra Riccetti e Cordella

Rapporti sempre più tesi tra la Presidente del Consiglio Comunale e la Segretaria generale, alla quale sono stati richiesti diversi pareri, finora senza risposta, a partire da quelli sul forno crematorio. Intanto salta una variazione di bilancio e l’assessore Tuoro chiede di ‘‘giustificare’’ il ritardo cercando di scaricare la colpa sull’aula Pucci

CIVITAVECCHIA – A Palazzo del Pincio già alcune settimane è in atto un vero e proprio braccio di ferro tra due donne che ricoprono incarichi di vertice nello scacchiere dell’amministrazione: la Presidente del Consiglio Comunale Alessandra Riccetti e la Segretaria generale Caterina Cordella.

Che le due si detestino amabilmente da tempo non è un mistero per nessuno, pur essendo ‘‘costrette’’ dai ruoli a sedere gomito a gomito sui banchi più alti dell’aula Pucci.

Lo scontro diplomatico-istituzionale ha covato finora sotto la cenere, salvo qualche scintilla divampata per questioni di secondaria importanza, dall’utilizzo delle aule per i consiglieri comunali, alla determinazione di alcuni tipi di gettoni di presenza.

Ma, ancora una volta, il casus belli è il forno crematorio. Il 4 agosto scorso Riccetti scrisse a Cordella chiedendo un parere sulla competenza del Consiglio Comunale a deliberare sul costruendo impianto cimiteriale.

Il 29 agosto, non avendo ricevuto alcun cenno di risposta, neppure informale, la Presidente del Consiglio Comunale è tornata alla carica chiedendo «chiarimenti e motivazioni in merito all’esclusione del Consiglio Comunale dalla procedura del forno crematorio», considerato, secondo Riccetti, che «in base alla norma speciale sui cimiteri, recante l’approvazione del regolamento di polizia mortuaria, i progetti dei crematori sono deliberati dal consiglio comunale» e che «la cremazione è un servizio puibblico a domanda individiale, secondo il decreto legge 359/87 convertito nella legge 440/87 e pertanto il testo unico degli enti locali riserva ai consigli comunali ‘‘la concessione di pubblici servizi, l’affidamento di servizi mediante convenzione’’.

Anche in questo caso, nessuna risposta dalla segreteria generale.

A scrivere alla Presidente, nei giorni scorsi, è stata invece l’assessore al Bilancio Florinda Tuoro, chiedendo formali giustificazioni sul perché non sia stato calendarizzato in tempo utile un Consiglio Comunale per approvare una variazione di bilancio che l’11 agosto scorso venne deliberata dalla giunta e che, secondo la legge, avrebbe dovuto essere ratificata dal Consiglio entro 60 giorni.

L’atto sarebbe approdato all’aula Pucci il prossimo 19 ottobre, ma il consigliere della Svolta Massimiliano Grasso in conferenza dei capigruppo ha fatto notare all’assessore che il termine per la ratifica, a pena di decadenza, era scaduto. L’assessore ha incassato il colpo e il giorno dopo ha chiesto alla Riccetti di giustificare il ritardo, mandando su tutte le furie la Presidente del Consiglio Comunale (alla quale peraltro l’atto era pervenuto dalla Commissione Bilancio solo il giorno prima) e creando un nuovo motivo di attrito. A furia di scintille, il rischio che scoppi un vero e proprio incendio nei corridoi del Pincio si fa sempre più concreto.

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