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Forno crematorio: dibattito in aula

Forno crematorio: dibattito in aula

I tecnici della ditta Altair hanno illustrato il progetto. Cittadini sul piede di guerra all'amministrazione a Cinque Stelle: "Ascoltate la città"

CIVITAVECCHIA – “Un forno crematorio non è assimilabile ad un inceneritore di rifiuti”. Lo hanno ribadito i tecnici della ditta Altair che si è aggiudicata la gara per la realizzazione dell’impianto al cimitero nuovo di via Braccianese Claudia, intervenuti in apertura del consiglio comunale aperto in corso all’aula Pucci. 

Un investimento da 2,5 milioni di euro, con il 5% del fatturato annuo per il Comune ed una concessione di 27 anni, per 1500 cremazioni l’anno. Questi alcuni dei numeri snocciolati da Altair, che si è descritta come “società leader del settore, controllando al 100% sei impianti in tutta Italia e avendo realizzato in project financing il primo tempio crematorio a Domodossola nel 2007”. La richiesta di cremazioni è raddoppiata negli ultimi cinque anni: da qui la necessità di nuovi impianti, come quello di Civitavecchia. “Un tempio crematorio – hanno spiegato i tecnici – non ha nulla a che vedere con impianti industriali, ciminiere, fumi evidenti in atmosfera. Non ci sono emissioni visibili né odori. Saranno ovviamente rispettati i parametri che saranno decisi in conferenza dei servizi”. 

È stato poi Angelo Pierotti del Moc a ribadire come, “mentre in tutta Italia il M5S contesta progetti di forni crematori, qui a Civitavecchia avviene il contrario. In una città come questa, con questo tipo di inquinamento, ci chiediamo come faccia un sindaco che ha fatto l’ambientalista e conosce la situazione anche solo a parlare con queste persone”. E ha evidenziato come non vi sia un limite preciso ed indicato di cremazioni da effettuare. “Chi ci dice che non si raddoppia il numero?”.

Breve intervento del dirigente Pierluigi Carugno sull’iter amministrativo e le procedure relative al progetto, incalzato poi dal consigliere Grasso sulla due diligence redatta “che – ha spiegato il dirigente – non è un atto ufficiale, ma un appunto per il Sindaco, girato poi al presidente del Consiglio per la conferenza dei capigruppo”. (SEGUE) 

   

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