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Ladispoli, si è alzato il sipario sul "Massimo Freccia"

Ladispoli, si è alzato il sipario sul "Massimo Freccia"

di SILVIA FABBI

LADISPOLI – Si è finalmente alzato il sipario sul teatro ‘‘Massimo Freccia’’ di Ladispoli. Con le parole di Dario Fo sussurrate sulle note di “Blowin in the wind” del premio Nobel Bob Dylan è stato inaugurato venerdì sera il teatro “Massimo Freccia” di Ladispoli.
Un risultato che arriva dopo anni, con un taglio del nastro sulle note suonate di bersaglieri, portando finalmente a Ladispoli la cultura a 360 gradi.
Il primo successo della serata è stato quello di riempire la sala: cittadini ladispolani, attori, politici come gli onorevoli Marietta Tidei e Emiliano Minnucci, il consigliere regionale Eugenio Patanè, i consiglieri metropolitani Alessio Pascucci e Federico Ascani, amministratori locali, forze dell’ordine, artisti e bambini.
Sul palco un’impeccabile Lara Carisi che ha accolto il pubblico con le parole di Victor Hugo ricordando che «Il teatro è il paese del vero».
Al suo fianco gli amministratori che nel corso degli anni hanno accompagnato la lunga realizzazione dell’opera. A loro Carisi ha posto la stessa domanda: «Come è nato il teatro?».
A prendere per primo la parola il sindaco Crescenzo Paliotta il quale non ha nascosto la sua emozione nel vedere il teatro realizzato. Lui che ha visto la città nascere è “ben consapevole che aprire un teatro non è come fare una strada o aprire una scuola. Ma affinchè la città sia completa c’è bisogno anche di un luogo di cultura”.
Ad intervenire anche Gino Ciogli il quale avendo al suo fianco l’architetto Fruscione ha definito quest’ultimo un visionario per aver immaginato un posto come il teatro Freccia.
Ciogli ha ricordato come in un comizio in piazza, durante la sua amministrazione, parlò ai cittadini del suo sogno, ossia quello di realizzare a Ladispoli un’università. 
Sogno sfumato a causa degli esosi costi ed è quindi nata l’idea del centro di arte e cultura e del teatro. «Un progetto – ha detto Ciogli – che come una fiaccola è stato trasmesso tra gli amministratori in anni di lavoro e fatiche».
A prendere la parola anche l’ex assessore Roberto Garau che ha sottolineato come sia importante avere a Ladispoli un luogo dove poter “fare” cultura tutto l’anno, «un modo per prevenire i rischi della società». Garau ha spiegato di aver vissuto la realizzazione del teatro come una sfida arrivata dopo la fine nel 1998 dell’associazione Snaporaz, ma ha sottolineato: «Il teatro è comunale, è un patrimonio di tutti e da tutti deve essere gestito. Non può essere dato in mano a privati».
Dello stesso avviso anche l’ex assessora Daniela Ciarlantini la quale ha ricordato come durante la fase progettazione del teatro lei fosse diventata il terrore della Regione Lazio perchè sempre presente negli uffici regionali a chiedere i contributi per la realizzazione dell’opera. Un finanziamento che nel tempo è arrivato permettendo la realizzazione del teatro.
Giunto il suo turno Massimo Sinatti, direttore dell’Ala Servizi, ha evidenziato come l’inaugurazione del teatro sia stato «il punto di arrivo di un lungo percorso. La realizzazione di un luogo, un centro d’arte pronto ad ospitare spettacoli tutto l’anno».
Incisivo l’intervento del vice sindaco Giuseppe Loddo che ha puntato sul senso di comunità. 
«Questo – ha detto Loddo – è un grande lavoro collettivo. Un esempio di un’opera pubblica che fa crescere l’intera comunità di Ladispoli».
A chiudere gli interventi l’assessore alla cultura Francesca Di Girolamo la quale, dopo aver percorso brevemente la storia del teatro, ha voluto parlare del futuro dell’opera approfittando della presenza in sala di politici regionali e onorevoli. 
«Una struttura così non va avanti con il volontariato – ha detto Di Girolamo – e mi appello quindi ai rappresentanti politici qui in sala perchè credo che sia importante capire che non si va avanti con la politica dei tagli alla cultura e al sociale.  C’è bisogno di aiuto e sostegno degli enti sovracomunali».
Sul palco, accanto agli amministratori, anche i rappresentanti delle famiglie Della Longa – Zironi e Paris le quali hanno contribuito fattivamente alla realizzazione del teatro: sono infatti dell’ex cinema Lucciola le sedute del teatro, oltre alla magnifica collezione di foto presenti nel foyer accanto a delle installazioni artistiche.
«Non c’è nulla di nuovo se non c’è dentro nulla di antico” ha detto Carla Zironi in riferimento al fatto che il teatro contiene pezzi del cinema Lucciola che è storia di Ladispoli, e ha aggiunto “Tutto questo non sarebbe stato possibile se non avessimo unito le forze».
A terminare gli interventi, un cortometraggio realizzato all’interno del teatro che ha visto protagonisti l’attore Simone Giacinti e la ballerina Martina Giammarini.

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