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"UniDem dilettanti allo sbaraglio"

"UniDem dilettanti allo sbaraglio"

POLITICA. Carmelo Travaglia, capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale, interviene su candidature, primarie e situazione politica: «Dopo l’elezione del sindaco Pascucci alla Città Metropolitana nella lista PD, non si può far finta che non sia successo nulla». «A me interessa riprendere il progetto di centro-sinistra che si è interrotto con la caduta di Gino Ciogli»

di TONI MORETTI

CERVETERI – La campagna elettorale, a Cerveteri, sembra già entrata nel vivo. Non ci sono ancora schieramenti definiti, non ci sono ancora candidati, c’è solo una grande confusione sul come interpretare la politica come la gente chiede che oggi si faccia, tentando di coniugare novità nel ricambio della proposta, programmi certi suffragati dalla credibilità di chi li propone tentando di lasciare il minimo possibile delle vecchie impalcature consolidate ormai desuete sul campo. Il problema più grosso c’è lo ha e paradossalmente è il Partito Democratico spaccato e ultimamente accentuata questa spaccatura da chi in passato sarebbe stato un elemento di riappacificazione e di unione, ma in passato. Altri tempi. Oggi, la sua performance teatrale di chi sembra tirato per la giacca contro la sua volontà e nello stesso tempo non perde occasione per illustrare un programma di governo della città non con proposte ma con le cose che mancano e rimarcando il motivo di odio che spacca e tiene unita quella sparuta componente dove ancora fa la voce grossa chi è stato condannato a seguito di quelle denunce che hanno fatto cadere una giunta di centro sinistra, colpa grave, tanto grave da non accogliere questa persona e tantomeno fare con lui intese e programmi, sembra non convinca più nessuno. Non spiega come risolverebbe i problemi questo personaggio, appoggiando gli interessi di chi ha già armato le truppe a suo sostegno non rendendosi conto che anche loro per via dei tempi cambiati, hanno la “santa barbara” ormai vuota. Solo qualche “petardo” per fare confusione. Carmelo Travaglia, è capogruppo del PD in consiglio comunale, l’unico fino ad una smentita ufficiale a poter parlare a nome del partito con Marco Catalini, delegato del Segretario provinciale e a lui rivolgiamo alcune domande.
Esce la candidatura di Pascucci all’area metropolitana fortemente voluta dal PD, secondo lei cosa cambia?
«L’avvenuta elezione di Pascucci ci da la possibilità di uscire da una ambiguità perché già da qualche tempo c’è un rapporto più diretto, sebbene con ruoli ben distinti, tra l’amministrazione ed il PD. Il fatto che oggi nell’apparato romano abbia avuto questa candidatura il nulla osta al contrario della volta precedente, ci impone una riflessione più profonda. Non possiamo più fare finta che non è successo niente. E’ auspicabile che il confronto continui intenso sulle grandi questioni urbanistiche perché il PD ricopra il ruolo centrale che gli spetta nell’ottica del centro sinistra». L’amministrazione Pascucci, afferma di essere il centro sinistra e questa condizione è condivisa da una vasta area del popolo Dem. Come si mette?
«Io penso che oggi, più che alla ricerca di un interlocutore, lo sforzo debba essere quello di rimettere in moto un grande progetto politico, progetto che si è interrotto con la caduta dell’amministrazione Ciogli. Non dimentichiamo che di fronte alla scelta di chi ha fatto ostracismo e non ha voluto riconoscere le ragioni morali di un atto, parte del partito è andato per la sua strada col risultato che da oltre tremila voti siamo passati a mille e duecento. Bisogna ripartire da quella interruzione e continuare quel progetto politico che era in atto con tutti coloro che sono legati e si riconoscono nei valori del centro sinistra. Chi lo guiderà? Sarà un problema del poi. La scelta, se non si rifanno gli errori del passato, sarà naturale. Certo non si potrà non tenere conto che Pascucci è un sindaco uscente».
Di UniDem, che dice di essere ancora la maggioranza del direttivo, propongono candidature e parlano di primarie. Cosa pensa?
«Se dovessi definirli con due parole, direi che sono dei dilettanti allo sbaraglio. Avevano la maggioranza del direttivo e si sono dimessi, rinunciando quindi loro al comando, rivendicando un ruolo che non hanno più, perché loro stessi hanno deciso, stupidamente,di annullare con le loro dimissioni. Allo stato dei fatti, piaccia o non piaccia, il partito è rappresentato dal delegato Marco Catalini e dal gruppo consigliare formato dal sottoscritto e da Riccardo Ferri. Poi chiunque può fare proposte, ma rimangono là. Per quanto riguarda le primarie poi, chi mi conosce sa come la penso. Non ho mai creduto nelle primarie come strumento di selezione di un candidato. Credo che un partito politico possa e sappia scegliere chi meglio deve rappresentare un percorso, un’idea di amministrazione. Oggi UniDem, non si pone come alternativa. Non ho mai visto una proposta da parte di UniDem. Piano regolatore? No non va bene. Zona Artigianale? No non va bene.  Ostilia?  No non va bene. Mai una volta che si sono espressi con proposte diverse ma alternative. Anno tentato sempre di non far discutere, mai di discutere e migliorare. Partono dal concetto dell’odio personale e continuano a guardarsi indietro e chi continua a guardare indietro, prima o poi sbatte».

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