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Forno Crematorio, popolazione contraria: Altair bloccata dal Comune di Borgorose

Forno Crematorio, popolazione contraria: Altair bloccata dal Comune di Borgorose

Il Tar del Lazio diede ragione all’amministrazione stabilendo che tra i motivi di revoca può rilevare anche la contrarietà della popolazione rispetto ad un progetto locale. Cozzolino lo avrebbe potuto fermare prima di firmare la convenzione. Nel caso di Lariano stabilito un indennizzo di soli 5000euro. Menditto commenta l'intervento di Ghirga

CIVITAVECCHIA – Proprio sui forni crematori il Tar del Lazio lo scorso anno è stato chiamato ad intervenire diverse volte, di fronte al cambio di rotta di amministrazioni comunali, che dopo essere partite con procedure di project financing, subito prima dell’aggiudicazione della gara, o anche dopo, prima di firmare la convenzione, al vaglio del Consiglio Comunale (al contrario di quanto accaduto a Civitavecchia), hanno annullato il procedimento amministrativo, vista la contrarietà delle rispettive popolazioni.
E’ il caso di quanto avvenuto a Borgorose, in provincia di Rieti, dove la seconda sezione Bis del Tar (peraltro con la identica composizione che pochi giorni prima aveva respinto il ricorso elettorale di Massimiliano Grasso contro Cozzolino) ha affermato, respingendo un ricorso proprio della Altair, la società che ha vinto la gara del project financing per il tempio crematorio di Civitavecchia, che il potere di revoca della Pubblica Amministrazione ha natura molto ampia e che tra i motivi di revoca «può farsi anche riferimento alla contrarietà mostrata dalla popolazione residente», che va valutata come un parametro al quale può fare riferimento la P.A. nella ponderazione dell’interesse pubblico primario.
«Non si può infatti contestare – ha commentato autorevolmente Giovanni Virga, in seguito alla sentenza che ha fatto molto clamore per il principio affermato – il potere degli amministratori locali, i quali, non è inutile ricordare, rivestono la carica per tutelare gli interessi dei cittadini che li hanno eletti, di tener conto dell’opinione pubblica locale, comparando ovviamente tale opinione con gli interessi generali».
Sempre l’anno scorso, il Tar ha invece condannato al pagamento di un indennizzo di appena 5000 euro il comune di Lariano, dove l’amministrazione revocò il project financing dopo la gara che ebbe come unico partecipante il promotore, mentre le commissioni consiliari stavano valutando le modifiche da apportare alla convenzione prima di sottoporre la delibera al Consiglio Comunale.
La Giunta di Lariano revocò la dichiarazione di pubblico interesse dell’opera con la motivazione «che in data 26/7/2010 ampia parte della cittadinanza era insorta contro la realizzazione dell’opera. Tale protesta popolare aveva indotto il Consiglio comunale, e quindi la Giunta, a ritenere come venute meno le medesime ragioni di opportunità che avevano indotto all’adozione del precedente atto programmatico».
Come detto, l’indennizzo, comprendente solo il cosiddetto ‘‘danno emergente’’ venne liquidato dal Tar in 5000 euro.
Di fronte a tali sentenze riesce veramente difficile comprendere come a dicembre del 2015 il Sindaco e la Giunta abbiano deciso di procedere comunque all’approvazione della convenzione, senza il passaggio in Consiglio Comunale, poi firmata con l’impresa aggiudicataria.
Intanto, si registra anche l’intervento del consigliere comunale Dario Menditto che ringrazia «il Dott. Ghirga per il prezioso contributo che ha fatto pervenire a nome di ISDE – Medici per l’Ambiente al Consiglio Comunale aperto sul forno crematorio. Condivido pienamente lo spirito e le conclusioni del documento, tuttavia rimango un po’ perplesso alla lettura di alcuni dati che potrebbero ingenerare allarmismo e preoccupazione ingiustificate, in quanto fanno riferimento a realtà, come gli Stati Uniti, in cui la normativa ambientale sulla realizzazione dei crematori è assai meno stringente. Quindi su questo punto aspetto di leggere la versione ufficiale del documento. Ad ogni modo finalmente il dibattito viene arricchito da un contributo obiettivo di una autorevole associazione ambientalista e che fa riferimento a pubblicazioni scientifiche. Sposo pienamente i cinque punti suggeriti per ridurre l’inquinamento che ne costituiscono le conclusioni ed anticipo che questa Amministrazione si spenderà in Conferenza dei Servizi, e non solo, affinché questi punti, insieme ad altri sui quali pure stiamo ragionando da tempo, vengano rispettati».

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