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Buschini: "Basta termovalorizzatori"

Buschini: "Basta termovalorizzatori"

Soddisfatto il gruppo consiliare Si-Sel in Regione delle parole dell’assessore all'Ambiente che ha detto no anche al trasferimento di immondizia in altre parti d’Italia o all’Estero. Al lavoro per la realizzazione di un Piano. In consiglio regionale è stata ribadita la contrarietà della Pisana alla realizzazione di un inceneritore di armi chimiche al Cetli

CIVITAVECCHIA – «La lunga e dettagliata relazione dell’Assessore Buschini sul sistema di smaltimento e trattamento dei rifiuti è senza enfasi e clamori da apprezzare nel merito dei dati e delle prospettive, così come lo sono le conclusioni che parlano di Piano Rifiuti entro la fine dell’anno e di una svolta green nel sistema».

Lo dichiara il gruppo consiliare Si-Sel alla Regione Lazio, spiegando che la Pisana starebbe proseguendo nel lavoro necessario per affrontare non solo il tema dello smaltimento dei rifiuti, ma anche quello del relativo fabbisogno impiantistico. Tanti i punti affrontati ieri a Roma, sempre legati al tema dell’ambiente, a cominciare dall’ipotesi di realizzazione di un inceneritore di armi chimiche presso il Cetli di Santa Lucia: Buschini ha avuto modo ancora una volta di scandire il suo no, ribadito già al Ministero della Difesa.

«Ci auguriamo che anche la Sindaca Raggi faccia la sua parte e che i contatti con la Regione Lazio siano più che frequenti in tema di rifiuti – dichiara il gruppo Si-Sel-  affinché la chiusura del ciclo sia un obiettivo prossimo. A tal proposito – si legge nella nota del gruppo consiliare – esprimiamo soddisfazione per la conferma da parte dell’Assessore della contrarietà alla realizzazione di un nuovo impianto di termovalorizzazione, nonostante la volontà del Governo, e insieme dell’intenzione di interrompere il prima possibile il trasferimento dei rifiuti verso altre regioni italiane o all’estero».

«Resta invece preoccupante la questione del Css – dichiarano i consiglieri regionali –  combustibile solido secondario: una sorta di Cdr di qualità, che il DM del Ministero dell’Ambiente n. 22 del 2013 ha classificato non come rifiuto ma come prodotto da bruciare nelle centrali elettriche e nei cementifici italiani. Una prospettiva che respingiamo nettamente, soprattutto alla luce del fatto che centrali elettriche fin ora alimentate a combustibile fossile o a olio hanno già ampiamento martoriato interi territori, con gravi danni all’ambiente e alla salute dei cittadini». L’impegno, adesso, è quello di lavorare alla stesura del Piano dei Rifiuti.

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