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"Parlerò delle menzogne che mi ha detto Martina"

"Parlerò delle menzogne che mi ha detto Martina"

Domani in Corte d’Assise a Roma quarta udienza processo Vannini. Sul banco dei testimoni Alessandro Carlini, cugino di Marco. Marina: «La Pezzillo è andata dai vicini per appurarsi di cosa hanno sentito» 

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Domani alla quarta udienza del processo Vannini al banco dei testimoni saranno chiamati il cugino di Marco, Alessandro Carlini, che non era stato sentito alla scorsa udienza, la famiglia Liuzzi, vicini di casa dei Ciontoli e alcuni operatori delle forze dell’ordine che hanno svolto le indagini. Alessandro Carlini, parte civile, rappresentata dall’avvocato Alessandro Gnazi, sarà ascoltato per primo. Sentito telefonicamente dice: «Mi soffermerò sicuramente sulle chiamate e sui messaggi che mi sono scambiato con Martina, nei giorni successivi alla morte di Marco e di tutte le menzogne che lei mi ha raccontato, però di questo ne parlerò davanti ai giudici. Per quanto riguarda lo stato d’animo, penso che mercoledì  sarò abbastanza tranquillo perché io andrò lì e racconterò la verità. Chi dovrebbe essere agitato forse sono loro, (i Ciontoli e Viola Giorgini). Speriamo che tutto vada bene. Certo in vita mia è la prima volta che mi trovo sul banco dei testimoni. E’ chiaro che ci sia un po’ di emozione però alla fine come dicevo devo raccontare la verità».  Fondamentale poi  sarà la testimonianza della famiglia Liuzzi. Una novità emerge riguardo ai vicini . Da quanto dichiarato da mamma Marina, la moglie di Antonio Ciontoli, Maria Pezzillo, qualche giorno dopo la tragica fine di Marco, si è recata a casa dei Liuzzi per appurarsi di quanti questi hanno sentito quella drammatica serata del 17 maggio.  Dice Marina: «Era andata a casa loro per chiedere cosa avevano sentito, che rumori c’erano quella notte, e il marito, siccome hanno avuto dei problemi in precedenza credo, ha registrato la conversazione». In altre parole quando la Pezzillo ha citofonato il signor Tommaso Liuzzi, ha acceso il registratore e poi successivamente ha consegnato agli inquirenti la registrazione. Attualmente il contenuto della registrazione sta in mano ai periti che stanno concludendo le trascrizioni delle registrazioni ambientali e telefoniche disposte dal giudice. Alla domanda se c’è stato un tentativo di manipolazione su quello che avevano sentito oppure no, Marina risponde: «Si secondo me c’è stato. Poi saranno loro, i vicini, che dovranno testimoniare su questo punto». Dice Marina: «Quello che mi interessa sottolineare è che “piano piano a piccoli tasselli il puzzle si sta componendo e quanto è successo quella sera sta prendendo forma». E continua Marina «fino ad ora abbiamo conosciuto le falsità dei Ciontoli, ma da due udienze emerge una verità diversa da quello che finora è stata detta. Sicuramente non si arriverà ad una verità piena però comunque ad una verità processuale che si avvicina a chiarire la morte di mio figlio. Tutta la verità sicuramente non si saprà mai perché comunque loro sono uniti, però si raccoglieranno tanti indizi che consentirà ai giudici di trarre le loro valutazioni e decisioni». La testimonianza dei vicini di casa è molto forte e agghiacciante. La fa entrare in quei momenti drammatici. Cosa dice riguardo? «Per me tutta la storia è stata agghiacciante. Sono 17 mesi che sono sconvolta da tutto quello che è successo. Tutti dicono che tra noi c’era un bel rapporto. E’ vero c’era un rapporto normalissimo perché i figli erano tre anni che stavano insieme e comunque in quanti casi sembra che vada tutto bene fino all’esplosione improvvisa di un dramma? Visto il rapporto che c’era le bugie che mi hanno raccontato dopo mi hanno sconcertata. Da allora io vado avanti per piccoli passi e confido nella giustizia attendendo riscontri positivi».

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