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Banchina elettrificata: flop a Livorno

Banchina elettrificata: flop a Livorno

CIVITAVECCHIA – I dubbi erano sorti già in fase di progettazione. Poi si è arrivati, a novembre dello scorso anno all’inaugurazione, ‘‘precettando’’ la nave militare Carlo Bergamini, adattata all’occorrenza, con le criticità rimaste. E che si sono confermate nel corso dell’anno. Perché l’unica banchina elettrificata presente a Livorno, alla banchina Sgarallino, finora è rimasta inutilizzata. Nessuna nave passeggeri, nonostante gli oltre 600 attracchi, è stata alimentata dall’impianto di erogazione da terra di energia elettrica. Una struttura costata 3,5 milioni, realizzata dall’Autorità portuale con il cofinanziamento del Ministero dell’Ambiente (60%) e della Regione Toscana (20%). Problemi di adeguamento alle nuove normative ambientali, criticità legate ai costi da sostenere per gli armatori per l’adeguamento delle navi, vicissitudini burocratiche ‘‘all’italiana’’ per il passaggio formale dell’impianto dall’Autorithy alla società Porto 2000. Qualche timido segnale, con richiesta di informazioni, c’è stato: Norwegian Cruise e Carnival, infatti, avevano manifestato la volontà di utilizzare l’elettrificazione, ma non avrebbero mai avuto il via libera. Quello del cold ironing è da sempre stato un tema molto discusso e dibattuto, proprio in considerazione dei tanti dubbi sull’applicazione e sugli effettivi benefici. A quanto pare, infatti, una banchina come quella di Livorno potrebbe alimentare una sola nave, e se si considerano tutte quelle che contemporaneamente sono ormeggiate nel porto, il beneficio sarebbe ridotto.  Inoltre oggi si è affacciato nel panorama della portualità il Gnl, il cui impiego come carburante per le navi è considerato il vero futuro. Con l’elettrificazione che quindi sarebbe già in gran parte superata. 
  Anche Civitavecchia da tempo è coinvolta in questo dibattito. C’è un progetto del 2009 di Enel Auhortiy (all’epoca guidata dal presidente Fabio Ciani) e Fincantieri, presentato all’Unione Europea. Ci sono state richieste da più parti per la realizzazione della struttura ma anche tante riserve e dubbi; e c’è una prescrizione Via per la nuova darsena traghetti e servizi che però, in vista proprio di un’idea che appare sempre più superata, sia dal mercato che dalla vigente normativa europea e dalla sproporzionalità dei costi, potrebbe anche essere ridiscussa. Lasciando magari spazio al Gnl.

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