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Ladispoli, il terzo settore avrà i suoi spazi

Ladispoli, il terzo settore avrà i suoi spazi

di SILVIA FABBI

LADISPOLI – Sembra finalmente aver trovato un finale la questione delle sedi per il terzo settore.
Dopo oltre un anno di richieste, di incontri e di bruschi botta e risposta, che ha visto protagniste, tra le altre, le associazioni Humanitas e Animo onlus, è arrivata ieri dall’amministrazione comunale la notizia dell’individuazione di ben quattro immobili situati sul comune di Ladispoli da destinare alle associazioni del terzo settore.
«In seguito alla ricognizione degli immobili comunali avviata dagli uffici e suffragata dalla mozione adottata dal Consiglio comunale durante la seduta aperta della scorsa primavera, riguardante il tema del volontariato sociale – spiega l’amministrazione comunale in una breve nota –  l’amministrazione ha individuato, mediante atto d’indirizzo deliberato in data odierna  (ieri ndr) dalla giunta, quattro immobili ad uso pubblico da destinare ad attività culturali, sociali, di volontariato, cooperazione, protezione civile secondo le modalità previste dall’avviso d’imminente pubblicazione “SocializziAmo!”».
Le modalità e i criteri di accesso all’utilizzo degli immobili saranno resi noti dal suddetto avviso, con particolare riferimento alla rete di associazioni, al sostegno alle fasce più deboli di popolazione, al decentramento di attività in quadranti diversi della città. 
L’assegnazione degli spazi avverrà mediante redazione di una graduatoria dei progetti presentati e avrà la durata di un anno, rinnovabile, sulla base del pagamento di un canone ricognitorio commutabile in servizi di pubblica utilità.
Ogni associazione interessata potrà partecipare per la concessione di un solo immobile, all’interno del quale, potranno convivere diversi proponenti, omogenei in termini di attività proposte. Un finale che in molti aspettavano fiduciosi, soprattutto dopo l’apertura del teatro che aveva di certo rallentato le attività delle associazioni che da anni operavano negli spazi retrostanti il Massimo Freccia.

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