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Voragine a via Battisti: per il Tribunale si deve intervenire

Voragine a via Battisti: per il Tribunale si deve intervenire

Il giudice Giuseppe Bianchi ha sciolto la riserva confermando il provvedimento con il quale si disponeva la messa in sicurezza urgente dell'area

CIVITAVECCHIA – Non resta che intervenire, ed anche in fretta, all’interno del cortile tra via Cesare Battisti e via Giordano Bruno dove da oltre un anno e mezzo si è aperta una profonda voragine. Lo ha stabilito il Tribunale di Civitavecchia, alla luce del ricorso presentato dai condomini interessati, tramite l’avvocato Pierluigi Bianchini. 

Nei giorni scorsi, infatti, il giudice Giuseppe Bianchi, a distanza di circa due settimane dall’udienza di merito, ha sciolto la riserva, confermando il provvedimento del 26 settembre scorso con il quale si imponeva al Comune un intervento urgente di messa in sicurezza dell’area. 
E questo nonostante la richiesta di revoca presentata dagli avvocati di Palazzo del Pincio. 
«Il Comune – si legge nel provvedimento – ha chiesto revoca del decreto cautelare deducendo di essersi attivato, fin dal settembre 2015, incaricando un professionista ai fini della redazione di un progetto di messa in sicurezza della parte di cunicolo fognario crollato e dichiarandosi disponibile ad eseguire con propri mezzi gliinterventi di ripristino». 
Ma secondo il Tribunale questo non basta. 
«La circostanza che il Comune si sia attivato – ha infatti aggiunto il giudice Giuseppe Bianchi – non esclude la persistente esistenza di una situazione di pericolo imminente ed irreparabile per l’incolumità pubblica connesso al progressivo ampliamento della porzione di terreno sprofondata, attestato dal rapporto dei Vigili del fuoco del 3 giugno scorso». 

Dunque, oggi non resta che intervenire su una voragine che sta lì dal marzo dello scorso anno. Con i residenti che non hanno mai smesso di denunciare la situazione di pericolo, mostrando preoccupazione, fino ad ottenere dopo oltre un anno e mezzo un provvedimento d’urgenza diretto ad eliminare proprio i pericoli derivanti dall’evoluzione peggiorativa del cedimento di una porzione della volta della condotta fognaria comunale sottostante i palazzi interessati. Nel provvedimento di fine settembre, lo stesso giudice sottolineava “il pericolo di crollo delle costruzioni circostanti costituiscono ragioni di urgenza impellenti’’, evidenziando come ‘‘la manutenzione della rete fognaria è di competenza del Comune”. 

E lo metteva nero su bianco a seguito proprio delle relazioni dei Vigili del fuoco, che accertavano, nel corso dei diversi sopralluoghi effettuati, ‘‘la presenza di un crollo parziale di una porzione del muro di confine di un box, oltre allo sprofondamento di parte della pavimentazione del box stesso e di parte della pavimentazione della corte’’. Nelle relazioni si sottolineava anche come ‘‘l’azione erosiva dell’acqua potrebbe ulteriormente compromettere sia la staticità del muro sia il pavimento della corte interna’’ e veniva accertato ‘‘un ampliamento significativo della voragine in fase attiva nella zona cortile condominiale e un ampliamento del cedimento murario del box. Parimenti si è verificato un ampliamento del crollo della volta della fognatura’’. 

Insomma, l’intervento non è più procrastinabile. L’amministrazione, che con un’ordinanza lo scorso anno aveva disposto la messa in sicurezza a carico dei proprietari degli stabili e che  ultimamente si è affidata anche agli speleologi, ha approvato nei mesi scorsi un progetto di fattibilità tecnica ed economica relativo al ripristino statico e funzionale del collettore fognario. Un intervento da ben 713.230 euro, composto da due lotti funzionali di cui il primo, di 271.975 euro avrebbe già trovato copertura con un mutuo, mentre l’altro da 441.225 euro deve ancora trovare adeguata copertura finanziaria.

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