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Allarme pensioni: numeri più bassi al Sud

Il 64,6% delle pensioni hanno un importo mensile inferiore ai mille euro. La percentuale di pensionati con reddito al di sotto di questa soglia scende al 39,6%, per la possibilità di cumulo di più trattamenti pensionistici. Lo rende noto l’Inps in un comunicato. 
La spesa pensionistica sostenuta per l’erogazione delle pensioni sotto i mille euro è il 32% del totale, mentre la percentuale dei redditi pensionistici corrispondenti ai pensionati più poveri (sotto i mille euro mensili), si dimezza al 16%. 
Nelle classi di reddito più basse si concentrano soprattutto le pensioni di tipo assistenziale, che rappresentano una forma di assistenza alle persone più disagiate, per motivi economici e/o fisici e le pensioni ai superstiti, che sono per loro natura di importo più basso di quelle del dante causa, essendo calcolate come una percentuale di queste ultime. 
Per tutte le classi di importo superiori ai mille euro mensili, l’incidenza dei pensionati è maggiore di quella delle pensioni. In particolare il 38,9% dei pensionati percepisce redditi pensionistici mensili compresi tra i 1.000 e i 2.000 euro, mentre, in questa stessa classe di importo, ricade solo il 23,6% delle pensioni. I pensionati che percepiscono più di 2.000 euro al mese rappresentano il 21,5%, mentre le pensioni l’11,7%, con importi che pesano per il 34,5% sulla spesa pensionistica complessiva. I pensionati delle regioni meridionali e delle isole percepiscono importi più bassi rispetto a quelli residenti nelle altre zone geografiche. Nel Mezzogiorno infatti il numero dei pensionati con redditi pensionistici sotto i 1.000 euro superano il 48% del totale, mentre nelle altre aree geografiche essi sono presenti per il 32% e il 36% rispettivamente al Nord e al Centro. Di contro i pensionati che percepiscono importi tra 1.500 e 2.000 euro al Nord superano di oltre 7 punti percentuali quelli dal Mezzogiorno. (Adnkronos)

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