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"Imputati personalità criminale"

"Imputati personalità criminale"

Parlano gli avvocati di parte civile che rappresentano i familiari di Marco Vannini. Celestino Gnazi legale di mamma Marina, Mauro De Carolis di papà Valerio, Enza Intoccia di nonna Gina. Infine Alessandro Gnazi, per il cugino Alessandro Carlini. «Il fatto si sta presentando ancor più crudele di quanto emerso nella fase delle indagini»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – Il processo Vannini, così ormai definito da tutti, vede imputata per omicidio volontario con dolo eventuale un’intera famiglia: il capofamiglia Antonio Ciontoli, sua moglie Maria Pezzillo, i figli Federico e Martina, fidanzata di Marco all’epoca in cui venne ucciso da un colpo di arma da fuoco partito dalla pistola del padre reo confesso. Infine Viola Giorgini (fidanzata di Federico) imputata solo per omissione di soccorso.  Al di là delle impressioni che si possono avere dal seguire le varie udienze il termometro vero è quello che viene reso poi dalle dichiarazioni dei protagonisti della parte più esplicitamente tecnica del dibattimento, cioè gli avvocati che difendono o contestano l’impianto accusatorio. In questa occasione si è avuto modo di sentire gli avvocati di parte civile, che rappresentano i diversi componenti della famiglia di Marco. L’avvocato Celestino Gnazi legale di Marina Conte, la mamma di Marco, dichiara: «E’ andata bene. I vicini di casa sono stati inequivocabili. Hanno sentito un grosso rumore, ora ovviamente non è che abbiano pensato ad un sparo ma comunque l’orario è quello e per un’ora intera hanno sentito trambusto, urla, e questo ragazzo, Marco, urlare e chiamare aiuto. In particolare ho fatto ripetere alla signora Esposito, che è stata molto precisa, che Marco ha urlato interrottamente per circa un’ora salvo alcuni momenti di silenzio, emettendo urla disumane. Quindi, voglio dire, hanno ripetuto tutto quello che hanno dichiarato in sede di sommarie informazioni. Non sono caduti in contraddizione, non sono state fatte domande rilevanti tali da mettere in discussione la loro credibilità, anzi ne è uscita rinforzata dalla testimonianza. Sono stati precisi e adesso è difficile dire che questi signori, i Ciontoli, non sapevano. Hanno assistito per un’ora ad un ragazzo che urlava in modo disumano. Punto. Il signor Liuzzi, che è un militare è stato poi molto preciso nel dire che la cosa non lo convinceva affatto e per cui quando è andata la Pezzillo (la moglie di Ciontoli) a casa sua, ha deciso di tutelare se stesso e la sua famiglia registrando la conversazione, anche perché si era insospettito. Saranno ascoltati i periti ma già dalle dichiarazioni degli operanti è emerso che il bagno era completamente pulito. Una cosa senza senso in un ambiente dove era stato sparato un colpo di pistola. Da quì la conclusione che sono stati li a pulire. Di fatto si sta confermando tutto l’impianto accusatorio». 
L’avvocato Alessandro Gnazi legale di Alessandro Carlini, cugino di Marco dice: «Dall’interrogatorio di Alessandro sono emerse alcune cose rilevanti che vanno evidenziate. Innanzitutto Martina Ciontoli era al primo hanno di Scienze infermieristiche e seguiva pure degli stage e questo rende ancora più difficile supporre che non sapesse quello che stava succedendo. Così come il fratello Federico che ha frequentato per tre anni la Nunziatella (una scuola militare) e quindi conosceva il funzionamento delle armi e la conseguenza di uno sparo. Non poteva quindi non sapere cosa provocava un colpo di arma da fuoco. Sono elementi importanti. Poi aggiungo che poiché è stata fatta una denuncia ad Alessandro per dei commenti su facebook, quando allo stesso viene fatta una domanda proprio circa il suo ruolo nei social, il collega Celestino Gnazi si è opposto e ha ottenuto che non si continuasse avendo altresì modo di informare la Corte dell’avvenuta querela nei confronti di Alessandro, notificatagli la sera prima dell’udienza e che per tanto non doveva rispondere e non ha perso l’occasione per dire che sono state presentate caterve di querele e sono state fatte caterve di archiviazioni».  
Concisa e lapidaria la dichiarazione congiunta dell’avvocato Mauro De Carolis, legale di Valerio, papà di Marco e l’avvocata Enza Intoccia, legale di Gina Fausti, la nonna di Marco: «Nell’udienza odierna a seguito delle testimonianze rese dai Carabinieri di Civitavecchia e dalla famiglia Liuzzi possiamo ancora una volta affermare che, la condotta  dei Ciontoli e della signora Giorgini è stata riprovevole, nonostante abbiano udito per oltre un’ora le urla disumane e di dolore del povero Marco, avendo piena consapevolezza della situazione, hanno preferito impedire ed ostacolare i soccorsi. Il fatto si sta presentando ancora più crudele di quanto apparso nella fase delle indagini preliminari e, stanno emergendo comportamenti oltre che censurabili dal punto di vista penale, anche rappresentanti una personalità criminale e spregiudicata degli imputati, come quella di invitare i vicini a rendere dichiarazioni supportanti la loro artefatta rappresentazione dei fatti e delle circostanze di quella tragica notte».

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