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NewCo: i risparmi passano da pensionamenti e superminimi

NewCo: i risparmi passano da pensionamenti e superminimi

Sindacati soddisfatti dopo il primo incontro sul futuro delle partecipate. Cifre e conti alla mano, toccando solo queste due voci il risparmio sarebbe ampio. Le rsu sul piede di guerra: "Estromessi dal tavolo" 

CIVITAVECCHIA – Solo con i pensionamenti, prepensionamenti e stretta sui superminimi si potrebbe abbattere di gran lunga il costo del lavoro, arrivando al oltre il 50% della stima fissata come obiettivo dall’amministrazione comunale, ossia 1,3 milioni annui.

È questo quanto emerso nel corso della prima delle tre riunioni tecniche sulla NewCo Civitavecchia Servizi Pubblici che andrà di fatto a sostituire Hcs e le sue sot.

Questa mattina, a Palazzo del Pincio, due rappresentanti per ogni sigla sindacale e l’assessore alle partecipate Marco Savignani hanno iniziato a discutere in modo operativo, basandosi su numeri e cifre, del futuro delle municipalizzate cittadini. Con i sindacati che si sono detti piuttosto soddisfatti per la strada intrapresa.

Con le cinque unità pensionate e le sette in procinto di uscire dall’azienda, si conta un risparmio annuo di circa 470mila euro. Ci sono poi altre 20/23 che potrebbero beneficiare dell’Ape, il nuovo anticipo pensionistico, andando ad aggiungere un ulteriore abbattimento di 400/600mila euro del costo del lavoro. Con i circa 200mila euro di superminimi attuali, che potrebbero essere ridotti o eliminati, la partita potrebbe quasi chiudersi. “Ovviamente occorrerà verificare tutto – ha spiegato Giancarlo Turchetti della Uil – specie quando si vanno a toccare i superminimi, perché molti di questi sono frutto di precedenti accordi. Certo, i numeri di oggi ci danno un buon margine di manovra per evitare danni sociali, mantenendo l’occupazione ed i servizi pubblici: questi sono gli obiettivi di tutti. Quello di oggi è stato un incontro positivo, ma aspettiamo anche di poter parlare del futuro della società e dei maggiori introiti che potrebbero arrivare da nuovi servizi, per garantire alla NewCo di marciare davvero da sola”.

Ed il prossimo, quello del 3 novembre, dove verrà illustrato il piano industriale, sarà un incontro chiave. “Perché – ha aggiunto Turchetti – occorre garantire basi certe e solide a questa nuova realtà, per evitare di trovarci nella stessa situazione tra due o tre anni”.

Ma la strada sembra essere buona, come ha confermato anche Paolo Sagarriga Visconti, della Cisl, presente all’incontro insieme al collega Diego Bottacchiari. “Una riunione più che positiva – ha infatti commentato – certo, ci dovremo concentrare soprattutto sulla questione dei superminimi, sulla loro natura e derivazione. Per le pensioni contiamo invece di illustrare, nei vari patronati, le possibilità garantite dall’Ape, perché molti lavoratori non ne sono a conoscenza. Aspettiamo comunque i prossimi incontri: la prossima settimana discuteremo del piano industriale che andrà a indicare la linea guida per il futuro. Perché oltre a creare le basi dobbiamo garantire poi la reale sopravvivenza della NewCo”.

Di questo è convinta anche la Cgil, che non si sbilancia pur mostrando un certo ottimismo. Partendo dai risparmi indicati ieri, ora l’obiettivo è concretizzare. “Oggi raccogliamo i dati, importanti, che vanno ovviamente analizzati e verificati – ha spiegato Francesca Megna – procediamo con cautela. Certo ci preme chiudere, e farlo al meglio per i lavoratori”.  

Polemiche prima dell’inizio della riunione, con quattro rappresentanti della rsu che non hanno potuto partecipare. “Ci hanno estromesso dalla discussione – ha tuonato Fabio Paesani – e questo è un fatto gravissimo. Sia l’assessore che le segreterie sindacali non ci hanno permesso di partecipare. Eppure la rsu è titolata a presenziare a queste contrattazioni di secondo livello: d’altronde siamo dentro le aziende, siamo i portavoce dei lavoratori. Visto che si parla di noi e delle nostre tasche vogliamo dire la nostra. Andremo fino in fondo a questa vicenda – ha concluso Paesani – anche con un possibile ricorso alla Dpl per attività antisindacale. Se si inizia così si parte malissimo e non si arriverà da nessuna parte”.       

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