Pubblicato il

Ospedale, il pronto soccorso di Tarquinia al limite del collasso

Ospedale, il pronto soccorso di Tarquinia al limite del collasso

Tanti pazienti e un solo medico.La segreteria del Partito democratico parla di una situazione al limite della legalità. Attese lunghissime per gli utenti, turni di lavoro estenuanti per i dottori e gli infermieri, rischi di errori. "Si apra un tavolo di discussione"

TARQUINIA – Il Pronto soccorso dell’ospedale di  Tarquinia al limite del collasso. La denuncia arriva dalla segreteria locale del Partito democratico che parla di una situazione che si protrae da oltre un mese e che può essere considerata al limite della legalità. Risale a lunedì il caso limite, quando il pronto soccorso era invaso da pazienti provenienti da tutto il comprensorio, compresa Civitavecchia, e un solo dottore era lì a presidiare. “La scena ricordava in parodia un vecchio film, MASH che forse in molti ricorderanno”.

“In questo curioso, quanto improbabile territorio – dicono dal Pd -, dove ci si affanna a fotografare buche e pali della luce, dove si fanno crociate contro un pugno di migranti, dove si vede la paglia negli occhi ma non le travi, ci si dimentica delle vere priorità e  dei macro problemi che stanno sotto gli occhi di tutti, in un mortale e assordante  silenzio. Mentre la retorica di chi ha le responsabilità tace sui problemi ed esalta, con i numeri, efficienze, che pur ci sono, per evitare di affrontare i problemi, alcune situazioni arrivano al limite della criticità più allarmante”.

“Questa indispensabile premessa serve per denunciare una situazione a dir poco imbarazzante e pericolosa al pronto soccorso di Tarquinia – dicono i democrat – Da almeno un mese, operatori  e dottori, fedeli al giuramento di Ippocrate, svolgono il loro lavoro in condizioni critiche e al limite della legalità. Di fatto il pronto soccorso è presidiato da due figure, nella migliore delle ipotesi,  un dottore a fronte di un bacino di utenze enorme, con l’aggravante che il pronto soccorso di Tarquinia è meta di trasferimenti urgenti anche da città limitrofe che non sono in grado di fronteggiare le emergenze, come Civitavecchia”.

“L’affluenza di cittadini che hanno necessità di assistenza urgente è divenuta importante – rimarcano i democrat del segretario Piero Rosati – e, a fronte di questo, un solo medico, in genere precario, deve affrontare in dodici ore di lavoro tutte le emergenze. È evidente cosa possa significare in termini pratici, attese lunghissime per gli utenti, turni di lavoro estenuanti per i dottori e gli infermieri, rischi di errori, dopo undici ore di lavoro senza sosta e questo, per quasi  tutta la settimana. È evidente che quando si parla di possibilità di errore in un reparto fortemente delicato come il pronto soccorso, si sta parlando di rischi seri per la salute dei pazienti. Solo la grande professionalità degli operatori sanitari ha impedito fino ad oggi di trovare sulle cronache notizie che sono il risultato di una situazione allarmante”.

“Ora le domande che aspettano immediate risposte sono molte – dice la segreteria Pd – : come è possibile che si arrivi a queste criticità? A  tutto danno degli operatori sanitari, di un servizio ospedaliero, quale quello del pronto soccorso, che dovrebbe essere, per la sua natura delicata, una eccellenza di efficienza, rapidità di intervento, capacità di accoglienza? A tutto danno di chi ha avuto la doppia sfortuna di avere un incidente o un evento che ne ha compromesso la salute  e che deve usufruire di un servizio la cui organizzazione e più simile a quella di un ospedale di Accra? Come è possibile che non ci si accorga che la situazione ha raggiunto livelli inaccettabili e si debba intervenire nei tempi più rapidi possibili? Quale è il livello di comunicazione tra la direzione sanitaria e le pubbliche amministrazioni? Viene relazionato  e come alle autorità comunali, regionali circa la situazione in cui versa il pronto soccorso di Tarquinia da ormai diversi mesi? I medici interessati, anche se in modo discreto, denunciano già da tempo la insostenibilità della situazione, oggi,  ritieniamo  un dovere civico denunciare pubblicamente la situazione e chiedere immediate risposte a chi ha le responsabilità di questa situazione, divenute  improcrastinabili”.

“Oggi l’ospedale di Tarquinia – esorta il segretario del Pd Rosati – sebbene mutilato di alcuni reparti fondamentali quali Ostreticia e ginecologia, ai quali, noi tarquiniesi non abbiamo ancora rinunciato, deve diventare un’eccellenza, con interventi economici importanti, nei reparti strategici rimasti: Ortopedia, Chirurgia generale e, appunto, il Pronto soccorso. Anche in virtù del fatto che il bacino di utenza del presidio ospedaliero è importante e vede triplicare o quadruplicare l’utenza nel periodo estivo. Siamo certi di interpretare un sentimento e un disagio comune di tutti i cittadini, di tutti gli operatori  sanitari, nella consapevolezza che si sia raggiunti livelli di pericolosità e precarietà in alcuni reparti del nostro ospedale tali da non poter essere rimandate ulteriormente le soluzioni, convinto che risolta  l’emergenza, il livello delle soluzioni debba vedere il concorso di tutte le istanze affiché diventino strutturali”.

Infine l’auspicio: “Si spera che si possa aprire  nei prossimi mesi un tavolo di discussione  vero – conclude il Pd – intorno al quale, insieme ai cittadini di Tarquinia, ci si possa ritrovare con l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, il dirigente sanitario, il sindaco di Tarquinia e il presidente della Regione Lazio, con l’obiettivo ultimo, dopo immediati interventi di assestamento del servizio di Pronto soccorso, di capire come potenziare i servizi rimasti”. (a.r.)

 

 

ULTIME NEWS