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Santa Marinella, i Fiori arrivano da San Cesareo

Il Comune si rivolge ad una società di fuori per la fornitura di aree pubbliche. Su tutte le furie i commercianti locali

Il Comune si rivolge ad una società di fuori per la fornitura di aree pubbliche. Su tutte le furie i commercianti locali

di GIAMPIERO BALDI

 

S. MARINELLA – La Perla del Tirreno è nota nel mondo per essere stata la città dei fiori, tanto che era definita la “Piccola Sanremo”. Migliaia di addetti, milioni di fatturato e manifestazioni folkloristiche che avevano come punto di riferimento proprio i fiori. Oggi la situazione non è più quella di 15-20 anni fa, ma ancora ci sono famiglie che vivono di floricultura e vivai che hanno piante di ogni genere. A chi, invece, il settore floricolo lo prende poco in considerazione, sono gli uffici comunali che nei giorni scorsi hanno pubblicato una determina, in cui affidano ad una ditta di San Cesareo la fornitura di piante e fiori, da porre all’interno di aiuole, giardini, fioriere e filari stradali nelle varie stagioni e nelle ricorrenze, oltre i servizi di rimozione di ceppaie e abbattimenti di alberature instabili e pericolose. L’atto comunale, seppur ineccepibile dal punto di vista legale, ha mandato su tutte le furie gli operatori locali del settore, che hanno espresso tutta la loro rabbia postando sui social network espressioni poco edificanti alla maggioranza in carica. Per l’amministrazione, però, non è una scelta voluta, ma determinata dal regolamento dei contratti d’appalto. La società laziale infatti ha vinto grazie al sistema di acquisto elettronico del libero mercato che probabilmente poche ditte di Santa Marinella conoscono. Resta comunque il fatto che, se il Comune avesse voluto dare un impulso alla floricultura locale, avrebbe potuto fare un appalto dal costo minore che avrebbe coinvolto gli addetti al settore della città. Ovvie dunque le proteste dei floricultori. «Professioni e mestieri che hanno profonde radici nel territorio – dice Massimo Pistola – ci stanno saccheggiando anche la dignità. Non è possibile che tutto ciò che riguarda la fornitura di servizi e personale al Comune debba passare per S.Cesareo. Comprendo le norme in materia sono chiare, ma bastava avere un minimo di esperienza amministrativa per far lavorare gli operatori della città. Ci chiamano solo quando serve qualche mazzo di fiori o qualche corona». Anche dalle opposizioni c’è chi si fa sentire. «C’è qualcosa che non mi torna chiaro – ammette in consigliere di Progetto Centro Marina Ferullo – perché la giunta Bacheca sta stringendo rapporti forti con S.Cesareo. Qualche giorno fa hanno votato in consiglio comunale una delibera che consente ad un impiegato di quel Comune di venire a Santa Marinella per sbrigare pratiche relative ai condoni, poi abbiamo un dirigente dell’ufficio ambiente e il segretario comunale. Possibile che questa città non abbia figure professionali che possano ricoprire quegli incarichi?».

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