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Bracciano, sanzioni e chiusure delle attività per chi espone generi alimentari, frutta e verdura sul suolo pubblico

BRACCIANO – Emanata ordinanza sulle limitazioni di esposizione di frutta, legumi, erbaggi, generi alimentari e simili al di fuori dei locali di vendita su suolo pubblico, privato, privato ad uso pubblico o aperto al pubblico passaggio.
L’ordinanza emessa dal sindaco di Bracciano Armando Tondinelli è molto simile a quella di cui abbiamo dato notizia pochi giorni fa dal sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta. L’obiettivo è quello di eliminare il contatto tra gli alimenti ed agenti inquinanti che si propagano nell’aria come smog e polveri sottili. Nello specifico si ordina agli esercenti commerciali di generi alimentari ed in particolare i venditori di frutta e verdura, legumi ed erbaggi in generale, possono esporre i loro prodotti al di fuori dei locali di vendita, sia su suolo pubblico, sia su suolo privato, sia su suolo privato aperto al pubblico transito, per uno spazio di profondità non superiore a due metri dal muro del locale e non inferiore a tre metri dall’inizio della sede stradale (carreggiata). Gli stessi esercenti dovranno inoltre procedere alla protezione delle merci esposte al di fuori del locale, tramite coperture trasparenti al fine di prevenire fenomeni di contaminazione delle merci stesse. E’ fatta salva l’esposizione e la vendita o prodotti alimentari effettuata su aree pubbliche individuate dall’amministrazione comunale ed è fatto salvo il rispetto delle condizioni dettate dall’art. 5 dell’ordinanza del Ministero della Sanità del 3 aprile 2002. La violazione delle disposizioni previste con la presente ordinanza comporterà l’applicazione della sanzione pecuniaria di 300,00 ( trecento) cosi come previsto dall’art. 7-bis del D. Lgs. 267/2000, come inserito dall’art. 16 della legge n. 3 del 2003.
In caso di recidiva commessa nell’arco di un mese dalla contestazione dell’illecito, unitamente alla sanzione pecuniaria, verrà applicata la pena accessoria della chiusura dell’esercizio da un minimo di 3 ad un massimo di 5 giorni e si farà luogo a sporgere formale denuncia all’autorità giudiziaria competente.  

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