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Bracciano, ricorso elettorale: errori che non comportano l’annullamento

di GRAZIAROSA VILLANI

BRACCIANO – «Solo meri errori materiali, che non danno luogo all’annullamento delle operazioni, non comportando alcun pregiudizio sostanziale, né alcuna compressione della libera espressione del voto». 
Ed ancora «deve essere ritenuto che nella fattispecie, le attività svolte dalla commissione elettorale comunale siano state del tutto ininfluenti sulle operazioni elettorali, nei limiti in cui il ricorrente ne ha censurato la illegittimità». Così il Tar del Lazio motiva il rigetto del ricorso presentato dal pentastellato Marco Tellaroli che chiedeva l’annullamento delle elezioni comunali a Bracciano contestando irregolarità ai seggi e il fatto che due candidati, tra cui il sindaco Tondinelli facevano parte della commissione elettorale. 
Sulla questione dei verbali la sentenza fa presupporre una carenza di motivazione laddove si riporta che “in nessuno dei motivi di ricorso in esame è contenuta una contestazione sostanziale dell’attribuzione di voti». 
Mancherebbero in sostanza delle contestazioni verbalizzate al momento. «In sintesi, nessuna censura è specificatamente rivolta avverso il numero dei voti riportati dai due candidati ammessi al ballottaggio, né viene specificato un qualsiasi motivo per presupporre che il ricorrente avrebbe ottenuto un numero maggiore di voti rispetto a quello riportato nei verbali». 
Il Tar rigetta così ma non a seguito delle eccezioni sollevate dal legale Gianpaolo Torselli nominato dal sindaco Armando Tondinelli respinte in toto.
 «Non sussiste la tardività del ricorso” si legge in sentenza, “priva di fondamento anche la eccezione di inammissabilità del ricorso per nullità di notifica», ed ancora «non convince l’eccezione del Comune resistente secondo la quale i verbali, costituendo atto pubblico, possono essere contestati con querela di falso e quindi in sede penale.  «In tale evenienza – si legge nella sentenza – non viene dedotta la falsità delle attestazioni e la fede privilegiata di cui gode il verbale (che richiederebbe, la proposizione di querela di falso), ma solo la regolarità formale delle annotazioni in esso riportate». 
 Ora a Tellaroli e ai 5 stelle spetta la contromossa con un eventuale ricorso al Consiglio di Stato che annulli la sentenza di rigetto.

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