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Tutela del territorio: Agraria di Allumiere al lavoro

Tutela del territorio: Agraria di Allumiere al lavoro

Il presidente Antonio Pasquini concentrato sul bosco del Faggeto. «Monitorate le nuove piantine. Rinnovato anche l’arredo nelle zone di sosta»

ALLUMIERE – La giunta Pasquini prosegue sulla linea della tutela del territorio, uno dei temi su cui si sono impegnati gli amministratori dell’Ente collinare, il cammino intrapreso è stato incentrato su salvaguardia, valorizzazione, tradizione e innovazione. Il bosco Faggeto è uno dei simboli della comunità di Allumiere e l’Unione Europea lo ha dichiarato Sito di Interesse Comunitario. «Per tutelare l’importanza del Faggeto abbiamo lavorato per la sua conservazione con apposite aree sperimentali di studio dei faggi. Le nuove piantine vengono monitorate e controllate per il rinfoltimento del Faggeto a sopravvivere – spiega il presidente Pasquini – con grande impegno tecnico ed amministrativo del nostro Ente in Regione Lazio e dopo vari sopralluoghi congiunti abbiamo ottenuto le autorizzazioni per un dirado sull’Elceto e per la rimozione delle piante pericolanti e secche in piedi con la corrispondente messa in sicurezza. Tutti i lavori di taglio saranno realizzati nel 2017».

«Abbiamo rinnovato l’arredo delle zone di sosta interne con panchine e aree pic-nic a basso impatto ambientale e compatibilità con il bosco e per i bambini sono state allestite delle aree di gioco attrezzate e sicure; i sentieri sono stati manutenuti e dotati di segnaletica e pannelli informativi e altre opere tutte ealizzate grazie all’impegno principale della nostra amministrazione mirato al reperimento dei fondi necessari, riuscendo a trovare finanziamenti comunitari (Life+) e regionali (PSR, GAL) per un totale di ben 346.384,69 euro».

Per il 2017 il presidente Pasquini ha annunciato che: «Sono in bilancio 244.000 euro per un progetto che prevede: il miglioramento degli ingressi, la gestione dei sentieri interni in collaborazione con l’Ass.ne Airone, la creazione di un’applicazione per smartphone e pc per guidare i visitatori sui sentieri e la realizzazione di zone per la raccolta differenziata con raccoglitori che impediranno agli animali di rovistarvi tutelando la loro salute e quella del bosco.

Nei prossimi giorni sarà approvato il piano di gestione del Monumento Naturale per il nostro bosco, questo permetterà la gestione del Faggeto direttamente al Comune di Allumiere e all’Università Agraria con la possibilità di accedere al sistema nazionale e regionale dei parchi cgarantendo tutela e promozione turistica del territorio. Inoltre, siamo in attesa di un ulteriore investimento della Regione Lazio per la tabellazione perimetrale del bosco e cartellonistica informativa». La giunta Pasquini poi ha portato avanti molte importanti lotte in difesa del territorio. «Noi crediamo che il nome di Allumiere debba essere conosciuto per la bellezza delle campagne e dei boschi, per i prodotti tipici genuini e sani, per un imprenditoria viva e green, non per impianti inquinanti e malsani, simbolo di un modo di amministrare il territorio anacronistico e pericoloso – prosegue Pasquini –

per questo abbiamo lottato contro l’Ossidatore Termico; la stessa forte motivazione ci aveva spinti alla ferma resistenza alla realizzazione del Mega Biodigestore che si voleva realizzare in località Spizzicatore e alla Cittadella dei Rifiuti che altri avrebbero voluto in zona S.Lucia. Ci siamo fortemente opposti sia a azioni inquinanti che a atti miopi di eccessiva tutela: è stato questo il caso della deliberazione della G.R. del dicembre 2014 su misure di conservazione e indirizzi di gestione del SIC “Boschi mesofili di Allumiere”. Improvvisamente si impediva di pulire i castagneti per la raccolta, di portare via tronchi e rami secchi, spezzati o stroncati da agenti atmosferici. La nostra opposizione, mediante mozione consigliare, si è fatta sentire chiara e decisa, la D.G.R. è stata modificata e ad agosto 2016 abbiamo nominato un professionista che coordinerà la trasformazione dei boschi cedui in boschi da frutto per poter poi dare nuove concessioni agli utenti. Siamo certi che tale lotta sia valsa la sopravvivenza dei nostri castagneti già tremendamente danneggiate negli anni passati dalla piaga del Cinipide; a tal proposito va rilevata la nostra lotta serrata contro questo distruttivo insetto. Dopo anni, in sinergia con Comune, Cooperative e singoli castanicoltori si e’ definita una linea d’azione rivelatasi efficace con ripetuti lanci di Thorimus. Ora inizia una nuova azione congiunta: procedere con interventi silvocolturali e forestali su piante e terreno. Il nostro Ente ha messo a disposizione un tecnico forestale qualificato. Ci auguriamo che la situazione possa

migliorare anche grazie al nostro braccio di ferro con chi, per scarsa conoscenza o eccessiva superficialità, rischiava di danneggiare i boschi dei Monti in maniera irreparabile». (Rom. Mos.)

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