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''Un museo vivo della floricoltura''

''Un museo vivo della floricoltura''

È la proposta di Acp da realizzare presso l’orto botanico

S. MARINELLA – Sul discorso riguardante la floricoltura, i responsabili della lista civica Un’Altra Città è Possibile, intendono dare il loro contributo con alcune idee. «Siamo disponibili a svilupparle con chi la ritenesse fattibile – sostengono i dirigenti di Acp – considerando che però la sua realizzazione può avvenire solo per le azioni di chi governa. Stiamo parlando del parco verde dell’orto botanico, attualmente abbandonato e ridotto ad un ricettacolo per topi. Per quell’area, di circa tremila mila metri quadrati, il piano regolatore prevede un orto botanico vero e proprio con alberi di alto fusto, per cui ogni altra cosa risulterebbe abusiva. E allora l’idea è che l’amministrazione faccia sviluppare un progetto dai suoi uffici interni per trasformare quel luogo in un “Museo vivo della floricoltura”. Bastano le risorse impiegate per costruire il centro anziani di via Etruria. Dopo il progetto, è sufficiente un passaggio in consiglio comunale per una variante al piano regolatore secondo la procedura abbreviata prevista dal Dpr 327. Servirà poi un pò di pazienza per superare alcuni vincoli in quella zona non gravosi, un pò di risorse per costruire due edifici e poi un bando vero per dare l’area in gestione a professionisti della floricoltura, o una cooperativa, oppure ad Ata di associazioni. Nel frattempo, si potrebbero coinvolgere per sviluppare l’idea i floricoltori ancora attivi e quelli in pensione, professionisti del settore botanico che vivono a Santa Marinella, gli studenti delle scuole Medie e del Liceo, per le ricerche storiche e botaniche. Tempo diciotto mesi e tutto potrebbe arrivare a compimento. Si tratta di immaginare degli spazi chiusi, per una mostra di foto e di attrezzi, per un workshop che venda fiori e piante, per un punto di ristoro a due passi dal mare. E poi pannellistica per raccontare storie e varietà di fiori, rettangoli dove mostrare le coltivazioni tipiche della nostra città, anche nei modi storici in cui sono avvenute, e anche recuperando piante ormai in via di estinzione. (Gi.Ba.)

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