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Civitavecchia, Codacons: "Basta nomine clientelari nei porti"

Civitavecchia, Codacons: "Basta nomine clientelari nei porti"

L’associazione, attraverso il presidente e la responsabile porti e logistica Sabrina De Paolis, ha inviato la segnalazione ai componenti delle Commissioni trasporti di Camera e Senato, alla vigilanza sulle Autorità portuali del Mit e all’Autorità nazionale anticorruzione. 

CIVITAVECCHIA – Il Codacons chiede il blocco delle nomine clientelari nei porti italiani non basate sui requisiti previsti dalla normativa. L’associazione, attraverso il presidente e la responsabile porti e logistica Sabrina De Paolis, ha inviato la segnalazione ai componenti delle Commissioni trasporti di Camera e Senato, alla vigilanza sulle Autorità portuali del Mit e all’Autorità nazionale anticorruzione. 

Il Codacons scrive nella sua istanza di aver ricevuto segnalazioni su alcuni nominativi che sembrerebbero non possedere i requisiti richiesti, tra cui la “Comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale”.

“Da molti dei curriculum – spiega il Codacons – pubblicati in rete di alcuni soggetti che hanno inoltrato le manifestazioni di interesse al Mit, risulterebbe una manifesta ed acclarata incompatibilità con quanto disposto dall’articolo 8 della decreto. Di contro sembrerebbero essere esclusi presidenti uscenti di Autorità portuali che tanto hanno fatto per lo sviluppo del sistema portuale italiano ed europeo e dei Porti che hanno amministrato”.

L’associazione chiede quindi che i requisiti dei candidati siano valutati in base all’articolo 8 e di: “Non avallare nomine in palese e comprovata incompatibilità per cumulo di impieghi e incarichi; verificare – aggiungono dall’associazione – le dichiarazioni fatte dai candidati; adottare i suddetti criteri di valutazione al di là delle logiche politiche. Le nomine nei porti italiani sprovviste dei requisiti di legge costituiscono un abuso d’ufficio e una violazione dell’articolo 97 della Costituzione – concludono – In caso di omissioni e violazione delle norme, l’Anac e la magistratura dovranno intervenire, mentre l’associazione si riserva la possibilità di impugnare al Tar le nomine illegittime”.

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