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Devastazione nelle campagne etrusche

Devastazione nelle campagne etrusche

Il tornado di domenica arrivato all’improvviso dal mare si è abbattuto anche su Cerveteri, distruggendo la pineta di Ceri e alcuni fornetti del cimitero; a Procoio, San Martino e I Terzi vigne, uliveti, capannoni agricoli e due ristoranti. Queste le aree più colpite che hanno fatto registrare i danni maggiori. Feriti lievi, la più grave una donna con le gambe fratturate da una trave di legno staccatosi dal tetto del ristorante dove si festeggiava una prima comunione

di TONI MORETTI

CERVETERI – Un lunedì mattino attonito quello che si vede nella piazza di Cerveteri. Piazza Aldo Moro, quella principale, è il termometro dell’umore del paese e che condizionerà la giornata. I bar che son disposti lì come i quattro cantoni, fanno da corollario a tutto il traffico delle chiacchiere e dei pensieri, quelli politici che provocano animate discussioni o quelle sportive che scatenano battute ed ironie che danno “l’umore” alla giornata”, una carica che accompagna il caffè che scende giù.  Questo lunedì però, il caffè era amaro.  Essere stati sfiorati da quel tornado improvviso che alla vicina Ladispoli ha provocato  un morto e danni ingenti, e che continuando la sua folle corsa ne ha provocato un altro a Cesano, e che al suo passaggio ha lasciato tracce indelebili di devastazione in alcune frazioni e nelle campagne attigue, hanno inibito l’ironia, hanno permesso di accantonare lo sport. Tutti chiedevano di tutti. Parlavano dei danni con espressione o di orrore o di incredulità. Parlavano di chi è rimasto ferito con tono compassionevole. Parlavano di quella donna che al ristorante “La Casetta” ha avuto ambedue le gambe fratturate da una trave di legno sganciatasi dal tetto. Parlavano del terrore dei presenti che erano lì per festeggiare la prima comunione di un ragazzo. E poi della pineta di Ceri, praticamente rasa al suolo, dei capannoni agricoli scoperchiati e semi distrutti,  delle vigne, degli uliveti danneggiati dove non addirittura espiantati. E manco i morti sono stati risparmiati dalla furia e dalla potenza del tornado. Un pino gigantesco si è abbattuto su alcuni fornetti del cimitero di Ceri scoperchiandoli e distruggendoli. Non si esprimevano ma si percepiva che non era accettato come un buon presagio.  Procoio, San Martino, Ceri, I Terzi sono stati  le aree più colpite e che hanno fatto registrare i danni maggiori. A Castel Campanile è mancata la luce elettrica, al Sasso l’acqua. Per tutta la notte di domenica la Protezione civile, i vigili del fuoco, la polizia locale e altri corpi delle forze dell’ordine, hanno lavorato alacremente per sgomberare le strade dai detriti. Pascucci, il sindaco, Zito, il vicesindaco, sono stati presenti fino a notte inoltrata per verificare i  plessi scolastici per essere sicuri che le scuole fossero agibili e poter garantire il normale svolgimento delle lezioni. Alla notizia che esce in mattinata che «la viabilità è tornata alla normalità su tutto il territorio di Cerveteri, eccezion fatta per la via di Ceri, dove è consigliata la massima prudenza a causa della presenza di molti detriti lungo la strada», la soddisfazione si coglie dall’espressione di chi non è abituata a fare sconti a nessuno.  Durante la giornata c’è un appello del sindaco che invita chi ha a disposizione ogni forma di generatori di corrente di metterli a disposizione della Protezione civile di Cerveteri perché c’erano famiglie senza luce. In serata la notizia che tornerà a breve. La macchina  dei soccorsi c’era, è partita in tempo ed ha lavorato bene e per questo che il sindaco, nonostante stanco e vittima di una particolare incomprensione, ringrazia tutti, dai cittadini, ai volontari, alle forze dell’ordine. Sono a disposizione  i moduli, presso gli uffici della Polizia locale e della Protezione civile, per la richiesta di risarcimento di eventuali danni subiti da calamità naturale.  La paura c’è stata e tanta. Si è avuta l’impressione che in molti sia cominciata a vacillare l’inconscia credenza di un territorio protetto dagli avi Etruschi. 

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