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Farmacia pronta ma manca la firma della Regione: lavoratori in stand-by

Farmacia pronta ma manca la firma della Regione: lavoratori in stand-by

Il caso finisce su Rai 1, nella trasmissione Tempo e Denaro. Lo stabile è allestito ma in attesa dell'ufficializzazione ormai da mesi

CIVITAVECCHIA – La farmacia è pronta ma manca la firma della Regione i lavoratori restano in attesa, ormai da mesi.

Sono circa duecento ad aspettare l’autorizzazione necessaria per aprire, intanto gli stabili sono pronti e basterebbe quella firma tanto attesa per sbloccare una situazione che va avanti ormai da troppo tempo a discapito di lavoratori e utenza. 

“Il concorso – spiega Camillo Corvino, referente del gruppo dei Farmacisti – fu bandito nel 2012, dopo l’emanazione della graduatoria e l’abbinamento tra i candidati e le sedi, sono mesi che si aspetta l’ufficializzazione tramite la determinazione della Regione che permetterebbe l’apertura della sede. È tutto bloccato – aggiunge – manca solo una firma da parte di un funzionario regionale”.

È il caso di una farmacia cittadina, che dovrebbe sorgere in via Terme di Traiano, che è stata scelta per rappresentare il disagio e l’assurdità della vicenda alla trasmissione ‘‘Tempo e denaro’’, in onda su Rai 1. 

“Va sottolineato – specifica Corvino – che è un concorso a cui i farmacisti hanno partecipato in associazione, sono quindi circa settecento le persone in attesa. Inoltre anche l’utenza è danneggiata perché le farmacie dovrebbero sorgere in punti particolarmente scoperti”. 

Alcuni dei lavoratori in stand-by ascoltati nel corso della trasmissione hanno spiegato di aver investito molto nell’apertura dei centri e di essersi indebitati.

“La farmacia – prosegue Corvino – è già stata allestita, è pronta ed aspetta solamente questo documento. Ci sono dottori che hanno affrontato spese – dichiara – e sono esposti economicamente. Chiediamo, visto che non ci sono impedimenti, che si proceda alla conclusione dell’iter. Sono – conclude il referente – richieste che abbiamo mosso anche alla sede della Regione, persino tramite azioni legali”.

Sembra che sulle 274 autorizzazioni, soltanto 60 siano state assegnate ed il gruppo di lavoratori ha deciso di alzare la voce per sbloccare la situazione, nella speranza che arrivi la firma: ultimo ostacolo all’inizio dell’attività. 

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