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"Fiera di Roma, un'opportunità mancata"

"Fiera di Roma, un'opportunità mancata"

Fiumicino. L’analisi di Domenico Ruggero Perna, Cal (Comune Autonomia e Libertà): "Aspettiamo quelle strutture promesse e mai realizzate: metro e ponte sul Tevere. I due ascensori destinati ai disabili sono lì da anni ma non funzionano mai"

FIUMICINO – «Parliamo della Fiera di Roma: e’ il simbolo di un comportamento tutto nostro, italiano. Anziche’ provvedere al suo rilancio e a renderla una struttura  di richiamo favorendo l’occupazione di personale qualificato, il comportamento di qualche socio sembra quello della ripicca o comunque del prevalere dell’appartenenza politica. Non che le richieste dell’Amministrazione  Comunale di Roma, uno dei soci  della Fiera di Roma, non abbiano le loro ragioni ,ma di fronte all’eventualità’ del fallimento del complesso fieristico, prima si fanno tutti gli sforzi per evitare il fallimento, poi si avanzano le richieste di un vero piano industriale». A parlare è Domenico Perna Ruggiero, di Cal (Comune Autonomia e Libertà). La Fiera di Roma tecnicamente è ancora sul territorio della Capitale, ma è ovvio che ha un forte impatto su Fiumicino, sia in termini di viabilità sia di opportunità.
«E’ da tempo – prosegue Perna – che noi contribuenti , aspettiamo un vero piano che qualifichi tutto il complesso  della Fiera, trasformando quei «capannoni» in  veri centri di esposizione  forniti di tutti gli accessori. Servono soldi  per la costruzione di quelle strutture promesse e mai realizzate: il ponte sul Tevere  con relativa metropolitana, che permetterà’ di arrivare alla Fiera in maniera comoda agevole, mettendo  fine  a quello sconcio dell’attuale; fermata ferroviaria «Fiera di Roma», una fermata nel deserto, vietata ai portatori di handicap. I due ascensori stanno li’ da anni, ma  non funzionano. Altro segno di inciviltà’ colpevole! Ma la fermata e’difficile pure per gli abili: l’avete mai vista?
«La Via Portuense, sacrificata alla Fiera, deve riprendere il suo antico percorso, che deve anche servire per andare a visitare  il più’ grande giacimento archeologico dei Porti di Claudio e Traiano,la necropoli di Isola Sacra,la meravigliosa Ostia Antica.
Oggi la Fiera c’è. E’ stata realizzata  investendo una massa di soldi e noi cittadini abbiamo il diritto di non veder vanificati i nostri sacrifici. I nostri amministratori, ai vari livelli, si chiedono mai  quanto alto sia il sacrificio del cittadino  quando deve pagare le tasse? Perche’ allora non rispettare questo «sacrificio» e realizzare opere che abbiano seriamente una validità’ per tutti, che garantisca la fruibilità’ per cui fu pensata, il ritorno dell’investimento per il suo uso, l’occupazione.
Roma ha bisogno di una Fiera di altissima attrazione, dove sia possibile esporre ,ammirare e conoscere  tutti i «prodotti» della grande genialità’ italiana. 
Una Fiera – conclude Perna – , è un polo di attrazione ,se ben collegata soprattutto con mezzi pubblici come Metro e Aeroporto.Spesso mi chiedo se e’ vero che non esistono più’ urbanisti dalla visione ampia, di stile e di forza. Mi sembra impossibile e non voglio crederci. Ma qualcuno mi faccia ricredere».

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