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Immigrati, ancora riflettori accesi su Tarquinia

Immigrati, ancora riflettori accesi su Tarquinia

Ieri sera su Quinta Colonna, programma tv di Rete 4 , si è parlato di profughi e carenza di case popolari nella città etrusca. Il Comitato civico: «Finalmente rese pubbliche le condizioni in cui versano molti nostri concittadini». Il sindaco Mazzola ha scritto una lettera alla trasmissione: «Le due questioni sono distinte»

TARQUINIA – Una troupe dell’emittente Mediaset Rete 4 ha effettuato sabato una serie di riprese televisive ed interviste a Tarquinia trasmesse ieri sera durante il programma “Quinta Colonna”, condotto in studio dal giornalista Paolo Del Debbio. Ancora una volta alla ribalta delle televisioni nazionali è il problema dell’immigrazione e le condizioni in cui si trovano molti cittadini tarquiniesi che da anni attendono inutilmente l’assegnazione di una casa popolare.

«Finalmente sono rese pubbliche le condizioni in cui versano molti nostri concittadini – dichiara il Comitato Civico Tarquinia – italiani che attendono inutilmente una soluzione al loro disagio abitativo. Sono infatti 193 le famiglie tarquiniesi che hanno presentato domanda per l’assegnazione di un alloggio popolare». «Invece di affrontare questa situazione fortemente critica – rimarcano dal Comitato – il 24 ottobre scorso l’amministrazione comunale di Tarquinia ha emanato un bando per ricercare enti e cooperative che accolgano gli immigrati sul nostro territorio». «Una situazione incredibile, quasi grottesca: – tuonano i cittadini – da una parte non si costruiscono case per i tarquiniesi che versano in gravi difficoltà, dall’altra si spendono soldi pubblici affinché cooperative ed enti accolgano extracomunitari che spesso non fuggono da guerre o persecuzioni. Noi siamo vicini alle famiglie tarquiniesi in difficoltà e continuiamo nella nostra opera di informazione e sensibilizzazione». «Per parlare dell’evidente disparità di trattamento verso gli italiani – conclude il Comitato Civico Tarquinia – abbiamo convocato un’assemblea pubblica per domani alle ore 18,30, presso la sala riunioni dell’hotel Villa Tirreno, in via Benedetto Croce 2, alla quale tutta la cittadinanza è invitata a partecipare». Il sindaco Mauro Mazzola, da parte sua, ha inviato una lettera alla trasmissione ‘‘Quinta Colonna’’ per esporre le proprie ragioni, puntando sulla distinzione tra la questione immigrati e le richieste di case popolari. «Tarquinia è una città accogliente che ha sempre tutelato i suoi cittadini – afferma Mauro Mazzola – Le due questioni, – scrive il primo cittadino – devono essere trattate in modo distinto, perché riguardano situazioni totalmente diverse. Il Comune ha sempre assegnato le case popolari sulla base di bandi pubblici, nel rispetto della vigente normativa nazionale e regionale. Voglio sottolineare che abbiamo già provveduto a fare richiesta per nuovi finanziamenti al Governo e alla Regione Lazio per avere nuove case popolari. Per di più al fine di accelerare i tempi di assegnazione, abbiamo chiesto di avvalerci di case già costruite e rimaste invendute. Non può ritenersi che l’assegnazione delle case popolari sia condizionata dall’arrivo dei migranti». «Lo Sprar – aggiunge il sindaco Mazzola – non prevede l’utilizzo di fondi comunali per l’accoglienza: gli alloggi non sono né nazionali né popolari ma di privati che li vogliono mettere a disposizione, come previsto dalla legislazione italiana. Il Comune comunque non eroga soldi per le case popolari né per lo Sprar. L’adesione allo Sprar, in base alla normativa vigente, esclude automaticamente il Comune dall’insediamento di campi profughi e tendopoli sul territorio. Siamo un’amministrazione democratica e non possiamo esimerci dal seguire una linea di condotta predisposta ad accogliere i migranti, tendendo bene presente che siamo disponibili a un’accoglienza distribuita sul territorio italiano e provinciale, con numeri molto contenuti». «Sono dispiaciuto – conclude nella lettera il sindaco di Tarquinia – di questa polemica nata sulla scia di una campagna elettorale che vuole fare politica sulla pelle dei migranti. La sala consiliare non è stata concessa per un’assemblea pubblica sul tema, perché esiste una deliberazione di giunta del 2008 che disciplina l’uso della sala consiliare e mette a disposizione altri luoghi adeguati per svolgere incontri, convegni e riunioni non organizzati o patrocinati dal Comune, come l’ex sala capitolare degli Agostiniani di San Marco e la biblioteca “Vincenzo Cardarelli». E questo non significa certo chiudere le porte al confronto su un argomento così importante per la collettività». (a.r.)

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