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''Mia moglie Loredana maltrattatta quando non poteva difendersi''

''Mia moglie Loredana maltrattatta quando non poteva difendersi''

QUINTA STELLA. Lo sfogo del marito della giornalista. Giovedì il processo

ALLUMIERE – Si terrà giovedì 10 novembre alle 10 il processo concernente la prematura scomparsa di Loredana Francesconi, impiegata, giornalista e sindacalista di Allumiere che per un certo tempo è stata ricoverata presso la Residenza Sanitaria Assistita di Tolfa ‘‘Quinta Stella’’ in quanto afflitta dal morbo di Alzhaimer. In questa udienza saranno sentiti i testimoni del pm e quelli di Mocci. Lo scorsa udienza il giudice Filogamo ha rinviato il processo. Tutto parte dalle varie denunce del marito della Francesconi, Carlo Mocci, contro la Rsa Quinta Stella di Tolfa per abbandono di incapace e maltrattamenti nei confronti di sua moglie. Carlo Mocci in questo prcedimento è seguito dallo studio associato ‘‘Maruccio & partners’’ di Civitavecchia e, in particolare, dagli avvocati Claudia Trippanera, Antonio Pizzuti e Alessandro Maruccio. Nella prima udienza il giudice Filogamo non ha tenuto conto delle eccezioni presentate dalla difesa dell’imputato Giovanni Rubini e ha rigettato l’ennesima richiesta dei legali dell’imputato Rubini (legale rappresentante della Tolfa Care Srl della Rsa Quinta Stella) di trasmissione della parte civile da processo riconosciuto. Carlo Mocci, quindi, è stato riconosciuto parte civile ed è divenuto parte integrante del processo. «Finalmente ho visto riconosciuto il mio diritto ad essere parte civile in questo processo – spiega Carlo Mocci – il giudice ha ammesso tutte le nostre prove da cui emerge lo stato di abbandono in cui versava mia moglie durante la degenza presso la Rsa Quinta Stella. Mia moglie Loredana ha subito maltrattamenti quando non poteva difendersi e non mi darò pace fino a quando giustizia non sarà fatta. Io credo fortemente nella giustizia e ringrazio i miei legali Claudia Trippanera, Antonio Pizzuti e Alessandro Maruccio per aver preso a cuore la situazione: senza di loro nessuno ci avrebbe dato voce. Confido molto nel giudice e nella giustizia».

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