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"Tromba d'aria? Governo ladro": il sindaco Pascucci aggredito e malmenato da un cittadino infuriato

"Tromba d'aria? Governo ladro": il sindaco Pascucci aggredito e malmenato da un cittadino infuriato

Ieri sera il primo cittadino ha presentato querela ai Carabinieri di Cerveteri

di TONI MORETTI

CERVETERI – La paura, uno shock che deriva dall’impotenza che si prova quando non si può reagire alla forza sovrumana di un evento improvviso e distruttivo come un tornado che ti piomba addosso all’improvviso e come un frullatore macina case piantagioni, vigneti, sradica alberi riempendo di detriti le strade e rendendole impraticabili, può squilibrare a tal punto una mente umana tanto da fare emergere con prepotenza quell’istinto criminale sopito, latente, che si esprime soltanto con la violenza a prescindere e irragionevole? Domenica verso le 18. Era già buio quando il sindaco Pascucci che percorreva l’Aurelia a bordo della sua auto diretto a Roma, viene raggiunto da un whatsapp  canoro che lo avverte di quanto successo poco prima a Ladispoli e che il tornado era passato anche in delle zone di Cerveteri nella sua corsa verso il lago. Pascucci, ormai all’altezza del “tredicesimo”, nonostante impegni personali importanti lo attendessero nella capitale, senza pensarci un attimo, fa inversione all’altezza di via di Acquafredda e punta verso Cerveteri per rendersi conto di cosa la sua città avesse patito. All’altezza di via del Boietto, dove nota della gente in una strada piena di detriti, qualche tegola per terra e della gente concitata, trova uno spazio per parcheggiare e si ferma.  «Appena sceso dall’auto – racconta il sindaco – un uomo sui 50/55 anni che io non conosco, mi viene incontro inveendo e lamentando che lì non era ancora arrivato nessuno a liberare la strada. Che lui pagava le tasse e che era tutto una merda. Capirete che in  certe occasioni, con la preoccupazione di rendersi conto dell’entità dei danni, io arrivato per primo sul posto, come poteva starci da parte sua il luogo comune: ”Piove governo ladro” ci poteva stare un altro luogo comune, un bel vaffa e me ne stavo andando quando all’improvviso vengo colpito da un pugno sul collo, dato con tutte le forze e la volontà di fare male. Il pugno fa si che gli occhiali da vista volassero in cunetta e io, che comunque non avevo nessuna voglia di reagire vista l’età del mio aggressore, rimasi in balia di questo pazzo che continuava a dare calci e pugni nonostante i presenti tentassero di fermarlo. Telefonai alle forze dell’ordine che intervennero subito. Il comandante della polizia locale, Scarpellini mi accompagnò al PIT di  Ladispoli dove mi visitarono e mi diedero una prognosi di tre giorni ma preso dall’impegno di dover seguire i lavori di sgombero delle strade andai via. Verso mezzanotte, tornato in ufficio mi risentii male, ritornai al Pit dove mi rivisitarono e mi diedero anche dei farmaci. Tralasciai di fare la denuncia nel momento riservandomi di farla oggi (n.d.r. ieri) perché ritengo quanto accaduto un grande atto di inciviltà. Fino a questo momento, (le 15 di ieri), non è arrivato nessun segnale di pentimento o di richiesta di scuse da parte dell’aggressore». E’ importante vedere adesso la civiltà dei commenti sull’accaduto.

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