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Ladispoli, due famiglie ancora fuori casa

Ladispoli, due famiglie ancora fuori casa

di DANILA TOZZI

LADISPOLI – Continua all’ufficio segnalazioni, allestito nel palazzetto di piazza Falcone, la conta dei danni e dei feriti a causa del tornado di domenica pomeriggio. 
E purtroppo a pochissimi giorni di distanza da quella catastrofica giornata di novembre è cresciuto notevolmente il numero di chi è rimasto in qualche modo vittima della tromba d’aria. Cifre importanti che hanno interessato interi quartieri come il centro e il Cerreto. Si parla infatti di 700 abitazioni colpite e in qualche modo lesionate per la furia devastatrice del vento, quindi nella conta dei danni rientrano anche altri 400 subiti dai mezzi, pubblici ma soprattutto privati, mentre i feriti, per fortuna, non gravi ma che hanno necessitato delle cure del Pronto Intervento di Ladispoli sono saliti a 34. Migliorano, molto lentamente, le condizioni della donna che, pur non versando in pericolo di vita, ha subìto un bruttissimo colpo al viso provocato da un palo penetrato fin dentro l’abitazione e tuttora ricoverata in ospedale, che ha distrutto comunque l’appartamento costringendo così i familiari a trovare un altro alloggio di fortuna. 
Al momento infatti l’amministrazione sta valutando la possibilità di sistemarli presso una struttura comunale; anche un uomo ha riportato ferite meno serie per una vetrata che andata in mille pezzi l’ha investito in pieno, costringendolo a ricorrere alle cure dei sanitari.  Ovviamente questi ultimi dati andranno poi incrociati con quelli raccolti dal Pit per verificare se qualcuno non si sia ancora presentato presso il punto preparato per l’emergenza tromba d’aria. 
Risulta tuttora fuori casa la coppia (ora ospite in una casa di via Fiume, dopo il soggiorno nell’albergo Miramare) che abitava in uno dei palazzi più lesionati dalla tromba d’aria, in via Ancona, dove i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare a lungo per sgomberarlo dai detriti, creatisi dopo che nei piani alti erano stati ancorati dei ponteggi per lavori di ristrutturazione, sradicati però dalla violenza del turbine lasciando devastati almeno tre appartamenti.  Il Comune intanto attraverso l’unità di crisi prosegue nel censimento dei danni; i vigili del fuoco stanno continuando senza sosta ad effettuare sopralluoghi in tutti quegli edifici che hanno subito particolari danni.  E proprio nel palazzo di via Ancona (filmato, fotografato e quasi simbolo della città ferita) chi è rimasto nelle proprie abitazioni lamenta forti disagi a causa di una fuga di gas che ne sconsiglia l’uso per cucinare e riscaldarsi. 
Nonostante sia stato approfondito il problema e siano state fatte molte verifiche il persistente odore continua ad aleggiare nella palazzina, senza riuscire a trovarne la causa.

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