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Piccoli, soli e bulli: per i minori Fiumicino non è un'isola felice

Piccoli, soli e bulli: per i minori Fiumicino non è un'isola felice

Il Garante per l'Infanzia Vincenzo Taurino individua le criticità sul territorio. Per il futuro cambiare la cultura e offrire pari opportunità

di ANGELO PERFETTI

FIUMICINO – In un comune dove i minori rappresentano il 17 % della popolazione, creare le condizioni per migliorare il presente e dare loro una prospettiva concreta per un futuro di diritti è una missione fondamentale. Sulle tante criticità presenti in un territorio vasto ed eterogeneo come quello di Fiumicino, dove quartieri dormitorio si alternano ad abitati ancora rurali, il rischio più grande è quello di generalizzare, di limitarsi alle parole, ai convegni. Mancano gli interventi incisivi, fatti di qualità ed efficacia. Ad un anno però dall’istituzione della figura del Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza è possibile oggi stilare un primo elenco di problematiche che riguardano la fascia più giovane del tessuto sociale locale.
Non essendo un assessorato, il compito del Garante non è quello di intervenire direttamente, ma di concentrarsi sul monitoraggio degli ostacoli che impediscono ai ragazzi di rivendicare i propri diritti e di fruire di una adeguata qualità della vita. 
E nel farlo mettere in evidenza conseguentemente i problemi delle nuove generazioni.  Come il bullismo, sia quello nelle strade o –più frequentemente nelle scuole – sia quello virtuale, più subdolo forse, ma non meno pericoloso. Un malessere dal quale Fiumicino non è esente, anche se il fenomeno rimane latente e poco pubblicizzato. 
“I fenomeni del bullismo e del cyber-bullismo sono presenti e tangibili all’interno del territorio – spiega Vincenzo Taurino, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza – e per combatterli è necessario il contributo di personale tecnico specializzato, che abbia maturato un’esperienza diretta sul campo. 
Per questo stiamo mettendo in atto una campagna di contrasto a questo fenomeno in collaborazione con la Polizia Postale, che sarà in grado di apportare il proprio apporto tecnico specifico in un campo di intervento così delicato”.
Quanto ai diritti, la prospettiva del Garante non si risolve in uno sterile elenco di quelli presenti e quelli mancanti, ma in un’attività di osservazione del territorio, per verificare una distribuzione equa ed uniforme dei servizi e delle opportunità per ogni minore, sia esso bambino, giovane o adolescente, in ogni località del Comune. Perché tutti possano fruire degli stessi diritti e di una migliore qualità della vita. Anche se disabili, anche se immigrati. 
Perché quando si tratta di andare in palestra, in piscina, di fare sport o semplicemente di fare una terapia, di accedere a uno sportello, di usufruire di un servizio, il luogo dove vivi può fare, a volte, la differenza per chi è costretto sulla sedia a rotelle. Come può essere difficile inserirsi nella società per tutti coloro che hanno un colore della pelle, una religione e una cultura diversa dalla nostra e che si trovano loro malgrado a fare i conti con una comunità che diventa ogni giorno meno disposta all’accoglienza incondizionata. Sono questi quindi i nodi fondamentali verso i quali si rivolgerà l’attenzione del Garante nei prossimi mesi. “ Prima di tutto – continua il Garante – ci occuperemo del monitoraggio dei servizi offerti ai minori affetti da disabilità nelle diverse aree del territorio, per sollecitare gli interventi che si ritengono necessari per garantire a tutti una pari fruizione dei diritti. Parallelamente stiamo mettendo in cantiere una serie di azioni che portino all’attenzione della politica il tema dei minori stranieri presenti sul territorio. Perché sono ormai tantissimi i figli degli immigrati inseriti nelle strutture scolastiche, ma sono assenti a livello istituzionale quelle politiche indirizzate ad intervenire su questo settore per favorire l’integrazione anche al di fuori dell’ambito scolastico, l’unico per ora in cui esistono delle regole di accoglienza uguali per tutti”. E ancora contrasto alla dispersione scolastica, tutela dagli abusi e prevenzione dei maltrattamenti: molto resta ancora da fare per l’infanzia, molte sono le criticità. Ma questo non deve scoraggiare. Deve spronare. Ed il fatto che il comune di Fiumicino abbia deciso di istituire la figura del Garante, impegnata a monitorare questi disagi e ad accendere i riflettori sulle ulteriori necessità del territorio è un primo importante passo sulla strada della salvaguardia dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Una strada che si deve percorrere con coraggio, un coraggio che questa amministrazione targata Montino – è doveroso dirlo – ha avuto.

LA LEGGE IN MATERIA – Il 20 novembre di ogni anno si celebra la giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, in ricordo della Convenzione Onu dei diritti dei bambini e dei ragazzi di tutto il mondo, promulgata nel 1989 e che quest’anno compie 27 anni. 
La Convenzione è un documento molto importante perché riconosce, per la prima volta espressamente, che anche i bambini e gli adolescenti sono titolari di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici, che devono essere promossi e tutelati da parte di tutti. Eppure, nonostante l’impegno profuso dal nostro Paese, ancora molti sono i nodi critici da affrontare per rendere operativi nella vita quotidiana dei bambini quei diritti che la Convenzione Onu ha autorevolmente sancito.

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