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Grande successo di ''È la democrazia, bellezza''

Grande successo di ''È la democrazia, bellezza''

Oltre 400 persone presenti sia sabato che domenica al Granarone all’evento di Italia in Comune. Significativa la storia del vicesindaco di Mondragone vittima di un attentato di Camorra

di TONI MORETTI 

CERVETERI – E’ domenica, dopo il successo del sabato, che ha elettrizzato i presenti che riempivano la sala del Granarone, erano oltre 400, intorno alle dieci erano presenti già il solito onnipresente Matteo Orlando portavoce anticonvenzionale del sindaco poiché è tanta la fiducia che evidentemente egli ripone in lui che ne fa di fatto un fac-totum. C’era William Tosoni che già lucidava gli obiettivi delle sue macchine fotografiche, c’erano già inoltre Federica Battafarano  ed Elena Gubetti, volontarie tra le più attive, si, certo, la vice presidente del Consiglio e l’assessora all’Ambiente, ma la veste di oggi è di semplice volontarie che ispezionano e supervisionano sala e tavolo di accoglienza affinché tutto vada come previsto. Si attendevano gli ospiti che avrebbero intrattenuto la sala che alle 10,30 era già stracolma, sulla democrazia conseguenza della riforma Costituzionale che il 4 dicembre sarà confermata da un si o cancellata da un no attraverso la scelta che si farà esprimendosi sul quesito referendario. A sostenere le ragioni del si sarebbe arrivato il professore ordinario di diritto costituzionale dell’università di Caserta  Marco Plutino e quelle del no le avrebbe sostenute Antonio Ingroia il noto pubblico ministero siciliano, collaboratore di Falcone e Borsellino, oggi politico e avvocato. Vediamo però cosa è successo sabato sera.  La democrazia violata dalla sopraffazione e dalla violazione dei diritti umani elementari viene raccontata da Ilaria Cucchi. attraverso la rievocazione della morte del fratello Stefano  avvenuta per effetto del pestaggio  in carcere. Il bellissimo filmato fatto realizzare da Roberta Rei, giornalista  di Le Iene, dai bambini che hanno raccontato le vele di Scampia, dove abitano, che loro amano nonostante il degrado e gli adulti che ne hanno fatto piazza di spaccio. Era una autentica richiesta di liberazione. Il filmato della Rei ha fatto da splendida cornice alla vicenda del vicesindaco di Mondragone, vittima di un attentato di camorra dal quale ha subito danni irreversibili perdendo la vista ad un occhio e reso sordo ad un orecchio quando da imprenditore rifiutò di pagare una tangente e d’accordo con i carabinieri attirò in una trappola e fece arrestare un capo camorrista. La storia di Benedetto Zoccola è stata raccontata da egli stesso e  con l’ironia e la vivacità espressiva che gli è propria, corroborata da Ismaele La Vardera  giornalista di Le Iene che ne ha scritto un libro, il quale non ha saputo trattenersi dal fare un parallelismo con la storia di Pascucci che si compra persino telecamere e cimici per incastrare chi ha tentato di corromperlo e che si trova rinviato a giudizio per diffamazione per aver messo i nomi su un cartello. Ha spiegato il progetto ‘‘Il silenzio è dolo’’ che lo vede accompagnato dal cantautore Marco Ligabue a confrontarsi con i ragazzi di tutta Italia sulle mafie e sull’arma più forte che abbiamo per fermarle: la parola. Ligabue  in una chiusura di serata esilarante, armato di chitarra ha cantato, coinvolgendo il pubblico, perché la democrazia è anche divertimento,  con un intermezzo reppato da Tommaso Piotta Zanello e la canzone Generale di Francesco De Gregori   cantata in coro da gran parte del pubblico presente. Arrivati gli ospiti, la mattinata scorre con le ragioni del si e quelle del no. Una opportunità, per il si, una sconfitta per la democrazia dice il no. Le spiegazioni spaziano toccando temi altamente tecnici per il si, fortemente politici per il no. Nonostante il livello altissimo, molto partecipata registrando dalla platea una certa prevalenza di gradimento per il no.

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