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Ladispoli, approvata l’istituzione della consulta dei migranti

Ladispoli, approvata l’istituzione della consulta dei migranti

di FABIO PAPARELLA

LADISPOLI – Nell’ultimo consiglio comunale di martedì 15 novembre l’assemblea ha approvato all’unanimità dei presenti la mozione presentata dalla consigliera Silvia Marongiu a nome del Partito Democratico sull’istituzione della consulta dei migranti. 
Lo statuto comunale di Ladispoli riconosce l’istituzione di consulte su temi specifici- ha spiegato nella sua introduzione la consigliera- fra i quali contempla anche gli immigrati regolarmente residenti.
«Richiedendo ai cittadini stranieri il rispetto delle leggi e delle consuetudini locali come ad esempio il pagamento delle tasse- ha continuato la consigliera Silvia Marongiu- è importante riconoscere loro anche l’attribuzione dei pieni diritti, che non può essere vista come mera individuazione di diritti elementari, ma va recepita soprattutto come assunzione di responsabilità da parte dei cittadini stessi, comunitari e non comunitari, alla partecipazione di un progetto di realizzazione del bene comune».
La stesura del regolamento della Consulta passerà ora alla commissione competente in materia, dove sarà definito il funzionamento concreto della nuova assemblea consultiva. 
L’assenso del consiglio comunale all’introduzione della consulta era già stato ricercato in altre occasioni e in varie consiliature, incontrando sempre insuperabili resistenze, spesso di natura ideologica. 
In questo senso è sembrato decisivo lo sforzo di dialogo svolto dalla consigliera proponente nell’illustrare la mozione alla totalità dei consiglieri comunali, e in particolare a quelli politicamente più distanti da quella che potremmo definire la cultura dell’accoglienza, già prima del passaggio in aula della mozione. 
Per centrare questo importante risultato, comunque, si è dovuta stralciare dal testo della mozione la figura del consigliere comunale aggiunto. In genere questo ruolo garantisce all’eletto diritto di parola in seno al Consiglio Comunale e di partecipare alle commissioni consiliari permanenti, ma esclude la possibilità di votare i provvedimenti all’odg, di concorrere al numero legale o di ricevere gettoni di presenza, configurandosi come un organo prettamente consultivo. 
Ciò non ha evitato l’emergere di qualche riserva sul punto da parte dei consiglieri Piero Ruscito, Franca Asciutto e Alessandro Grando, sulla base di un presunto eccesso di diritti che si sarebbe venuto a creare per la consulta in questione (rappresentata dal suddetto consigliere aggiunto) rispetto a tutte le altre. 
Dubbi sulla reale concretezza dell’iniziativa sono stati invece avanzati dal consigliere Alessandro Grando, che ha sottolineato come anche l’istituzione del referendum cittadino sia rimasta impantanata in Commissione Affari Istituzionali, mentre ci si approssima alla scadenza della consiliatura. 
Nonostante ciò il consigliere Grando ha accettato di votare la mozione previo stralcio della figura del consigliere aggiunto. 
Sulla denominazione la Marongiu si era resa disponibile al confronto, visti i diversi nomi che simili consulte hanno assunto nella loro istituzione in varie città italiane. 
La consigliera negli scorsi mesi ha seguito da vicino l’iter che ha portato alla Consulta dei Migranti di Cerveteri, istituita ad aprile 2016 e per cui si andrà al voto il prossimo 27 novembre.
Con la votazione di quest’ato all’unanimità dei presenti anche Ladispoli, la cui popolazione è composta per più del 20% da cittadini stranieri, ha iniziato un percorso verso il riconoscimento di maggiori diritti di partecipazione alla vita democratica della città.
«E’ un segnale di convivenza che va a contrastare alcuni fondamentalismi che allontanano i popoli e li conducano alla barbarie»- ha dichiarato la Marongiu.

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