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NewCo, trattative in corso: tutto rinviato

NewCo, trattative in corso: tutto rinviato

I tempi stringono ma le tre riunioni tecniche non hanno portato ad alcuna decisione concreta. L’amministrazione cerca l’accordo sindacale, ma i dubbi sono ancora tanti. Le parti sociali si rivedranno il 6 dicembre per una sintesi

CIVITAVECCHIA – Le tre riunioni tecniche tra amministrazione comunale e sindacati su Hcs e la futura Newco Civitavecchia Servizi Pubblici non ha ancora portato nulla di concreto. Le trattative sono ancora in corso per cercare di raggiungere l’agognato accordo che permetterebbe di salvare la situazione, rappresentando anche un’importante garanzia in tribunale. Questa mattina si è tornati a parlare di costo del personale, dopo le due giornate della previdenza organizzate all’interno delle sot dalle parti sociali.

«Una riunione interlocutoria – ha commentato Angelo Iacono della Uil – l’amministrazione chiede un impegno fattivo per arrivare ad un accordo, ma ci sono dei punti inaccettabili, come la proposta di abbassare un livello ai lavoratori nel passaggio alla nuova società o quello di cambiare il contratto di appartenenza per gli amministrativi». Proposte che tutti i sindacati hanno bocciato.

«Con i pensionamenti, anche volontari – ha aggiunto Mario Trebisondi dell’Ugl – si arriverebbe ad abbattere circa 470mila euro ai quali aggiungere 270mila derivanti dai superminimi da tagliare. Ma di concreto, ancora, non c’è nulla ed i tempi stringono». L’obiettivo da raggiungere è arrivare dai 12,8 milioni attuali agli 11,6 milioni di costo del lavoro. Certo, tutti sono consapevoli di essere arrivati agli sgoccioli. A metà dicembre amministrazione e sindacati torneranno ad affrontarsi, e stavolta si dovrebbe mettere un punto. Il 6 dicembre le parti sociali si incontreranno per una sintesi comune con cui presentarsi poi al tavolo con il Pincio.

«Margini di manovra ci sono – ha però sottolineato Paolo Sagarriga Visconti della Cisl – non è accettabile la proposta di abbassare i livelli e cambiare i contratti, ma è da leggere con ottimismo quella di rivedere il piano industriale per trovare altre forme di risparmio alternative al costo del lavoro. Già con il boom del Tpl, grazie alla linea di largo della Pace e la possibilità della nuova farmacia alla stazione, ad esempio, la crescita prudenziale dell’1% indicata dall’amministrazione nell’arco di piano 2016/2020 appare riduttiva. Questo vuol dire però che si può e si deve lavorare su questa strada, per tutelare lavoratori e nuova società, e garantire servizi migliori».

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