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Ladispoli. Pd verso programmi e candidature

Ladispoli. Pd verso programmi e candidature

Un’intervista al segretario dem Zonetti per parlare del futuro del partito democratico e di colazioni politiche. Il prossimo 11 dicembre un’assemble degli iscritti dalla quale uscirà il nome del candidato sindaco

di FABIO PAPARELLA

LADISPOLI – Mancano ormai poco più di 5 mesi alle Elezioni Amministrative del 2017 a Ladispoli. Qualcuno ha già annunciato la propria candidatura, ma le forze politiche di maggioranza ancora non si sono esposte più di tanto. Il Partito democratico come procederà per decidere il da farsi relativamente a programmi e candidati?
«Abbiamo convocato per domenica 11 dicembre al Columbia un’assemblea degli iscritti del Partito Democratico il cui oggetto sarà far esprimere gli iscritti sul progetto di città da presentare agli elettori nel maggio 2017 e sulle modalità per determinare le candidature. Di conseguenza, a seconda del progetto di città che uscirà dall’assemblea, le persone che si ritengono adatte ad una candidatura faranno un passo avanti».
Si era parlato di primarie allargate per la scelta del candidato sindaco…
«Laddove si decidesse di fare le primarie saranno primarie di coalizione, non primarie del Partito Democratico. Mentre ci si avvicina all’assemblea degli iscritti io, in quanto Presidente della commissione elettorale del partito, ho iniziato a fare degli incontri con gli amministratori eletti del partito stesso e con quelle forze politiche che compongono attualmente la coalizione di maggioranza. Questo perché dovremo capire che tipo di coalizione andare a formare. Dall’assemblea degli iscritti usciranno dei nomi e su quelle candidature andremo a confrontarci col resto della coalizione».
Tra queste forze politiche con cui Lei ha iniziato queste consultazioni troviamo anche Ladispoli 2.0?
«Per il momento ho incontrato il gruppo di SEL che fa riferimento all’assessora Francesca Di Girolamo e il consigliere comunale Fargnoli. 
Ora ho interrotto gli incontri con gli altri per finire questa ampia consultazione di eletti e amministratori Pd, dopodiché riprenderò a consultare tutte quelle forze politiche che attualmente non hanno ancora espresso un candidato sindaco. Questo è il mandato che ho ricevuto dal direttivo del partito».
Quanto inciderà secondo lei il risultato del referendum costituzionale del 4 dicembre sul Partito Democratico di Ladispoli e, quindi, sulle prossime elezioni?
«Non lo so quanto può incidere, certo è che Ladispoli negli ultimi 20 anni è sempre stata un laboratorio e spesso si è distaccata anche dalle dinamiche che riguardano la politica nazionale. Non so a livello nazionale l’esito del referendum a quali conseguenze possa portare, ma soprattutto non lo so a livello locale perché sul territorio si possono trovare degli accordi o verificare delle situazioni che esulano dal quadro nazionale».
Quindi Lei non pensa che il giorno dopo il referendum il PD di Ladispoli possa spaccarsi?
«Io non lo penso. Però non è un caso che io l’assemblea degli iscritti l’abbia convocata per l’11 dicembre. Inizialmente l’avevamo prevista prima del 4 dicembre, ma poi ho preso la decisione di spostarla dopo il referendum. E non è un caso».
Prendendo come spunto una possibile coalizione che va da Sel a Ladispoli 2.0, quanto la visione di città sui piani integrati può incedere sulla possibilità di una coalizione che tenga dentro tutti?
«Come ho già detto la visione di città predominante sarà determinata all’interno dell’assemblea degli iscritti…su quella base probabilmente si faranno delle scelte. Dopo l’11 dicembre rincontrerò le varie forze politiche, farò presente quale visione città è emersa in quella sede e dirò loro “parliamone”. E’ normale che alcune non si riconosceranno in quel progetto e non faranno l’alleanza con noi, mentre altre sì. Vedremo. Anche nello stesso Partito Democratico ci sono punti di vista molto diversi».
Sarà un ulteriore tema che andrà a mettere alla prova la tenuta unitaria del PD…
«Sì, anche se poi di fronte a visioni di città molto diverse forse le primarie di coalizione aperte potrebbero costituire un modo per fare una conta non più fra gli iscritti del partito ma fra gli elettori delle primarie. A quel punto chi vince le primarie aperte definisce anche quale sarà la visione di città di riferimento. Un po’ come è accaduto nelle elezioni negli USA».
Quale pensa che sarà il ruolo del sindaco Paliotta in questa fase, ne avete parlato?
«Ho parlato con tutti gli amministratori del Pd di Ladispoli, ma quale sarà il ruolo di Paliotta non spetta a me dirlo. 
Sicuramente ricoprirà il ruolo di sindaco emerito, un ruolo simbolico che potrebbe però diventare importante laddove il nuovo sindaco volesse, diciamo così, avvalersi della consulenza del sindaco uscente per dare una continuità amministrativa. Sul resto sarà lo stesso sindaco Paliotta a decidere quale ruolo rivestire da qui in avanti».
E Lei, invece, quale ruolo vuole assumere nel prossimo futuro e in vista delle elezioni?
«Portare a compimento, possibilmente in maniera vincente, questa campagna elettorale, che sarà dura e difficile, come segretario del partito e poi mettermi a disposizione della città e del nuovo sindaco, che spero possa continuare ad essere di centrosinistra».
Quindi esclude una sua candidatura?
«Escludo sicuramente di candidarmi come consigliere visto che la legge elettorale favorisce una sorta di lotta fratricida per le preferenze fra i candidati della stessa lista e penso che il segretario debba essere il segretario di tutti i candidati. Dunque una candidatura come consigliere comunale la escludo a priori».

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