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Referendum, un lago di no

di GRAZIAROSA VILLANI

BRACCIANO – Con il 66,33 per cento Anguillara è il comune del comprensorio sabatino dove i no al referendum costituzionale di domenica hanno avuto il maggiore consenso. Segue Bracciano dove il no ha ottenuto il 64,96 per cento, quindi Manziana con il 63,96 per cento, Canale Monterano con il 63,37 per cento ed infine Trevignano con il 57,84 per cento. I sostenitori della Riforma Boschi sono stati in percentuale di più a Trevignano dove il sì ha riscosso il 42,16 per cento. A seguire, sempre per il sì, Canale Monterano con il 36,63 per cento, Manziana con il 36,04 per cento, Bracciano con il 35,04 per cento e quindi Anguillara con il 33,67 per cento.
La forbice tra no e sì è stata più divaricata ad Anguillara dove si è registrato uno scarto del 32,66 per cento, seguito da Bracciano dove il no stacca il sì con uno scarto del 29,92. Seguono nel raffronto Manziana con il 27,92 per cento, Canale Monterano con il 26,74 e Trevignano con un più ravvicinato 15,68 per cento. Si è detto che un esito positivo della tornata referendaria è stata l’affluenza alle urne. Da questo punto di vista il dato più entusiasmante nel comprensorio sabatino ha riguardato Canale Monterano dove l’affluenza è stata straordinaria con il 74,08 per cento. 
Bene anche Bracciano con il 71,48 per cento. L’affluenza è scesa quindi al 70,88 ad Anguillara, al 69,95 a Manziana e al 69,75 a Trevignano, restando comunque molto al di sopra della media nazionale. Sulle ragioni della vittoria del no che riuniva una variegata compagine che andava da Forza Italia a Rifondazione Comunista passando per il Movimento Cinque Stelle, se ad Anguillara può aver influito l’ondata grillina, a Bracciano con molta probabilità è stata determinante la componente più vicina alle istanze di destra. I sì, hanno potuto, in massima parte, contare sull’appoggio dei sostenitori del Partito Democratico, sia pure spaccato sull’indicazione di voto al suo interno, ai quali si sono aggiunti in modo pressoché individuale elettori che contavano comunque su un cambiamento dell’attuale ordinamento costituzionale. 
Si è registrato il voto di pancia, ma anche quello di cervello. 
Con un fronte del no da un lato attratto dalla volontà di far cadere il governo e dall’altro di contestare una riforma che avrebbe potuto aprire a derive autoritarie dando allo stesso tempo man forte ad istanze liberiste. Ora il voto c’è stato. Ogni forza politica trae le proprie conclusioni. A Manziana la lettura sarà più attenta viste le imminenti elezioni comunali. 
A commento del dato elettorale arriva una nota del deputato Emiliano Minnucci che in termini generali commenta «dobbiamo ripartire dalla grande partecipazione popolare che e che è andata ben oltre le più rosee aspettative dimostrando la grande forza democratica del Paese. Un grazie a tutti – ha detto Minnucci – ma soprattutto a Renzi che, con grande passione e senso di responsabilità, ha cercato in questi anni di aprire un percorso riformista che abbiamo condiviso e abbracciato con convinzione. Ora ripartiamo da qui, dalla lungimiranza del presidente Mattarella, dalla politica ma soprattutto da quel 40 per cento degli italiani che hanno detto sì condividendo le ragioni della riforma con la voglia di garantire al Paese quel cambiamento auspicato da molti anche da quelli che, per opportunità politica, non gli hanno dato le ali trasformando il referendum in un’elezione politica contro premier e governo».
Dal punto di vista delle operazioni di voto anche nelle sezioni locali ha tenuto banco il tema delle matite copiative con alcuni elettori che hanno sollevato la questione, richiedendo anche l’intervento dei carabinieri, e alcuni presidente che hanno verbalizzato la estrema cancellabilità delle matite copiative. 
Al riguardo il ministero dell’Interno in una nota ha sottolineato che «le matite copiative sono indelebili così come aveva dichiarato il produttore, Faber-Castell, al Corriere della Sera, nel 2013». «Nello specifico, quest’anno, il Viminale – prosegue la nota – ha acquistato 130mila matite dalla LUCA srl – aggiudicataria del relativo appalto sul mercato elettronico  che, a sua volta, si rifornisce dalla Faber-Castell, direttamente in Germania. 
Di queste 130 mila, per esempio, quest’anno ne sono state distribuite circa 80 mila per il referendum costituzionale».

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