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San Nicola, il comitato: "La convenzione è finita"

LADISPOLI – Si torna a parlare del consorzio San Nicola, e a farlo dopo la commissione urbanistca prima del passaggio in consiglio, è intervenuto il comitato San Nicola.
«Se ci fosse Di Pietro direbbe: che c’azzecca? Cosa c’entra il problema di San Nicola con il referendum sulla Costituzione? C’azzecca, c’azzecca! – afferma il comitato –  A sentire gli analisti del voto di domenica scorsa sembra che la maggior parte degli italiani si sia espressa, nel modo che sappiamo, per vari ordini di motivi. Il primo contro l’arroganza, il secondo contro la presunzione, il terzo aver dimenticato i problemi del Paese, per dedicarsi ad un solo aspetto. In questo modo non si sono ascoltate le difficoltà dei cittadini, di coloro che perdono il lavoro o proprio non ce l’hanno ovvero dei gravi problemi dei pensionati. La percezione è stata quella che vi erano da dare risposte agli industriali o a Confindustria o ai vari potentati economici. Tanto per essere sintetici».
«La storia di San Nicola – continua il comitato –  sembra rispecchiare pedissequamente quanto avvenuto in ambito nazionale. L’ulteriore palese dimostrazione si è manifestata giovedì primo dicembre, durante i lavori della Commissione Urbanistica, presieduta dall’impareggiabile Nardino D’Alessio, capogruppo consiliare del PD a Ladispoli. Anche in quest’occasione il Sindaco ha voluto imporre la sua personale visione in merito al futuro del Consorzio San Nicola».
«Cosa c’entri poi la diffida dell’Acea con l’obbligo del Comune di prendersi in proprietà l’acquedotto, insieme alle altre opere di urbanizzazione, forse lo sa solo il Sindaco – attacca il comitato –  sapendo bene che se quella società vincesse il “ricorso” prenderebbe automaticamente in carico tutto il patrimonio riguardante l’acqua e la depurazione. Allo stesso tempo, quando afferma questo concetto, il sindaco manda in soffitta i suoi ideali insieme a quanto aveva caldeggiato ai tempi della campagna referendaria per determinare che l’acqua è bene pubblico e come tale deve essere salvaguardata. Eppure egli dovrebbe avere uno scatto di orgoglio quando gli ritorna in mente che l’acqua di San Nicola presenta alla fonte forti problemi di nitrati che devono essere “lavorati e corretti” con quintali di sale, affinché sia resa potabile». «La convenzione di San Nicola è esaurita, finita, terminata, out – conclude il comitato –  occorre determinarne una nuova ma che sia scritta attraverso un largo consenso cittadino e non arrogantemente calata dall’alto».

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