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Voragine di via Bruno, i residenti si rivolgono al Prefetto

Voragine di via Bruno, i residenti si rivolgono al Prefetto

L’avvocato Bianchini: "La situazione peggiora, continua l’inerzia del Sindaco anche di fronte a un ordine del Tribunale, si intervenga a salvaguardia della pubblica incolumità" - Cozzolino: "Partiamo con 40mila euro, nel frattempo si procede con l'accertamento tecnico preventivo per accertare le responsabilità del crollo"

CIVITAVECCHIA – I condomini di via Giordano Bruno si rivolgono al Prefetto per la voragine del collettore fognario apertasi a marzo del 2015 tra lo stabile del bar ‘‘Europa’’ e quello adiacente dove è situato, tra l’altro, lo studio dell’avvocato Pierluigi Bianchini, che rappresenta i due condomini.
Proprio il legale, ex assessore della giunta Moscherini, dopo aver ottenuto dal Tribunale di Civitavecchia l’ordinanza nei confronti del Comune di immediato ripristino delle condizioni di sicurezza per l’igiene e l’incolumità pubblica, alla fine dello scorso mese di novembre ha scritto al Prefetto Paola Basilone «affinché, considerata la grave situazione di pericolo per l’incolumità pubblica, evidenziata anche dalle relazioni del Vigili del Fuoco attestanti una situazione in continua evoluzione peggiorativa, tenuto conto altresì dell’ordine imposto dal Tribunale di Civitavecchia mai ottemperato, e quindi della grave quanto ingiustificata inerzia del Sindaco del Comune di Civitavecchia, voglia adottare – si legge nell’istanza – tutte le misure ed i provvedimenti ritenuti necessari per la messa in sicurezza dei luoghi, a tutela della pubblica incolumità dei cittadini, anche in considerazione della circostanza che imminenti eventi atmosferici potrebbero comportare un improvviso mutamento peggiorativo dello stato dei luoghi».
L’avvocato Bianchini nel rivolgersi al Prefetto ha ripercorso tutta la storia della voragine, dal crollo del 25 marzo fino all’esposto alla Procura della Repubblica con richiesta di voler accertare la sussistenza di eventuali profili di illiceità penale a carico dell’Amministrazione Comunale e all’ordine del Tribunale «ad oggi disatteso dal Comune».

“Dopo dieci mesi di totale mancanza di interventi da parte dell’Amministrazione comunale, finalizzati alla messa in sicurezza e al ripristino della salubrità ambientale – scrive Bianchini al Prefetto di Roma –  veniva presentato, presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Civitavecchia, un esposto con il quale si rappresentava la situazione sopra descritta, con richiesta di voler accertare la sussistenza di eventuali profili di illiceità penale a carico dell’Amministrazione Comunale. La Procura della Repubblica di Civitavecchia faceva effettuare un immediato sopralluogo ai Vigili del Fuoco che rilevavano “un ampliamento significativo della voragine in fase attiva, nella zona cortile condominiale di via Giordano Bruno n.16, rispetto all’intervento dell’anno precedente e un ampliamento del cedimento murario nel box con ingresso civico 14 della stessa via”. Parimenti constatavano “l’ampliamento del crollo della volta della fognatura ..”.Interveniva altresì personale della locale ASL che constatava la grave insalubrità dell’ambiente”.

A settembre del 2016, “nell’incomprensibile persistere della condotta omissiva posta in essere dalla Amministrazione Comunale” veniva presentato un ricorso innanzi al Tribunale di Civitavecchia al fine di ottenere un provvedimento d’urgenza diretto a far si che il Comune di Civitavecchia si attivasse per eliminare i pericoli derivanti dall’evoluzione peggiorativa dello sprofondamento del suolo verificatosi in prossimitàdegli edifici abitativi.

Il Giudice ordinava al Comune di Civitavecchia di provvedere all’immediata messa in sicurezza della zona interessata allo sprofondamento, anche al fine di evitare ulteriori cedimenti della volta della fognatura ed ha mettere in atto gli interventi di ripristino del tratto di condotta fognaria oggetto del crollo”.

“Ad oggi – prosegue l’avvocato Bianchini – la situazione continua a peggiorare di giorno in giorno mentre l’Amministrazione comunale continua a rimanere inerte anche dinanzi all’ordine imposto dall’Autorità Giudiziaria trincerandosi dietro la scusante di essere in attesa del progetto commissionato da circa due anni a professionisti esterni alla pubblica amministrazione. Per l’azione di dilavamento, conseguente all’apertura della voragine, e alle concomitanti piogge si temono, come altamente probabili, ulteriori smottamenti con coinvolgimento delle strutture abitative limitrofe e tratti di strada urbana”.

“A poco meno di due metri dalla voragine – conclude Bianchini nell’istanza al Prefetto di fine novembre – insistono due edifici di cinque piani costruiti nell’immediato dopoguerra, senza strutture in cemento armato: appare incomprensibile come il Sindaco non abbia adottato e non stia adottando a tutela della pubblica incolumità alcun provvedimento utile a prevenire ed eliminare i gravi e concreti pericoli che stanno seriamente minacciando l’incolumità pubblica”.

Manuela Busnengo

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