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''Le motivazioni le avremo tra 30 giorni''

''Le motivazioni le avremo tra 30 giorni''

DUPLICE OMICIDIO STRADALE. Dopo la condanna a 6 anni per Moreno Polidori, interviene l’avvocato di Matteo Carta, Maria Antonia Caredda. «Non ci risulta il concorso di colpa a carico dei ragazzi. Se così dovesse essere andremo in appello»

di GIAMPIERO BALDI

S. MARINELLA – Sulle motivazioni che hanno portato il giudice Marasca ad emettere una condanna a sei anni di carcere per il 45enne Moreno Polidori, il giardiniere di Santa Severa che il 28 giugno scorso ha travolto e ucciso con un Suv preso a noleggio, i due giovani Alessandra Grande e Matteo Carta, interviene l’avvocato di Matteo Carta, Maria Antonia Caredda. «La prima castroneria detta – commenta il legale del ragazzo – è stata quella che non è assolutamente vero che a Polidori sono state concesse le attenuanti perché i due viaggiavano su uno scooter con il faro spento, perché questo non è emerso nel processo. Questo è ciò che ha raccontato l’avvocato di Polidori, ma è una sua supposizione. Dunque, dobbiamo prima leggere la sentenza del giudice Marasca e vedere il perché lo ha condannato a sei anni, ma non è detto che in questa condanna possa emergere il concorso di colpa. Noi non abbiamo la palla di vetro, dove si può leggere cosa ci sia nella mente del giudice Marasca, visto che la sentenza verrà depositata tra trenta giorni. Marasca si è riservato di decidere anche sul discorso della scarcerazione, ma se lo lascia in galera comunque fa bene perché Polidori è un elemento pericoloso, visto che la notte che ha ucciso i due ragazzi era alla guida di un suv, nonostante fosse drogato e pieno di alcol. Dopo aver causato l’incidente, è andato a casa con gli abiti sporchi di sangue e li ha bruciati». «Comunque – continua l’avvocato Caredda – qualora ci fosse una sentenza che non è favorevole alla parte civile, cioè che non tenda a dimostrare che un ragazzo è morto per la condotta dissennata di una persona che guidava in stato di ebbrezza, drogato e che è scappato dopo il fatto, faremo sicuramente appello. Come si fa a dire sin da ora che a Polidori sono stati riconosciuti i benefici di legge se ancora non c’è una sentenza depositata? Non è emerso nel dibattimento che c’è stato un concorso di colpa, lo ha solo detto l’avvocato Di Gennaro che, ovviamente, sta facendo gli interessi del suo assistito. Come si fa a dire che l’incidente può essere stato causato dal fatto che i due ragazzi viaggiavano su uno scooter con il faro spento, quando la zona in cui è successo l’incidente è debitamente illuminata dai lampioni? Dunque, per ora, la notizia pubblicata sul concorso di colpa da parte del mio assistito è falsa, almeno allo stat». «Se dovesse essere riconosciuto il concorso di colpa al mio assistito – conclude il legale – sicuramente come parte civile andremo in appello. Per ora di certo c’è che è stata erogata una pena di sei anni di carcere al Polidori, gli è stata sospesa la patente per 25 anni, e dovrà pagare una previsionale di 50mila euro alle parti civili».

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