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Ieri sera al Consiglio comunale stesso copione dell'ultima seduta

Ieri sera al Consiglio comunale stesso copione dell'ultima seduta

Ridoldi: «Presidente voglio parlare e lei deve concedermi la parola»

di TONI MORETTI

CERVETERI – Come da copione, anche ieri sera il consigliere comunale Luciano Ridolfi, ripropone la stessa richiesta di parola per poter spiegare e rendere edotto il consiglio di quanto, di cosa e del perché ha patito una grave discriminazione con autorità spropositata rispetto al suo mandato che deve essere anche rapportato alla sua natura super  partes  e dal rispetto delle regole democratiche sancite dalle leggi, prima fra tutte la Costituzione, dal Presidente del consiglio Salvatore Orsomando.  Ne vuol fare un passaggio squisitamente politico, Luciano Ridolfi, il quale afferma che soltanto dopo provvederà a presentare, per le sue ripetute manchevolezze del presidente, una mozione di sfiducia con richiesta di revoca dell’incarico.  Come si ricorderà, la stessa cosa avvenne nel consiglio scorso e Orsomando fu irremovibile nel non concedere la parola nonostante una espressione favorevole della conferenza dei capi gruppo convocata in forma straordinaria durante la seduta determinandone una sospensione. Riuscirà il nostro “Davide “ ad avere la meglio sul tignoso “Golia”? Il sasso innescato nella fionda lo rende preventivamente pubblico e noi ne pubblichiamo stralci significativi: «Caro presidente del Consiglio, nella seduta del consiglio comunale del 16 e 30 novembre 2016 si sono verificati a mio avviso fatti gravi che hanno compromesso l’intera democrazia del nostro comune violando in diverse occasioni la liberta di espressione e pensiero di un consigliere comunale, me medesimo, rappresentante del popolo. Lei,  presidente arroccandosi su una posizione incomprensibile di legalità non supportata ne dal regolamento che statuto comunale nonché da leggi vigenti ad esso collegate privava alla mia persona un diritto sacrosanto, “la liberta di pensiero e opinione”. In questi giorni l’intera comunità di Cerveteri ha capito che la libertà è un bene prezioso e fondamentale da difendere sempre ad ogni costo. Spero che oggi lei presidente si sia ravveduto del suo comportamento ostativo e mi consenta questa mia seppur breve ma necessaria riflessione su quanto avvenuto in questi giorni facendo onore alla comune appartenenza, infatti  nessuno potrà mai mettere in discussione la nostra appartenenza al centro destra, e proprio in forza a questi nostri ideali dobbiamo fare la differenza. Analizzando in questo periodo gli articoli della stampa ho potuto verificare che la maggior part dei giornali pur non entrando nel merito hanno saputo con serietà professionale concentrarsi su la mancanza di democrazia da lei adottata, quando proprio lei in questa assise avrebbe dovuto difenderla e farla rispettare, ovviamente tranne qualcuno che come noi politici a volte utilizziamo  un sistema più che per la democrazie per altri interessi certamente discutibili e censurabili».

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