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Targa della FMI a Damiano Incaini

Targa della FMI a Damiano Incaini

Il prestigioso riconoscimento consegnato dal presidente Sesti per la preziosa opera di volontariato svolta dal giovane del Nucleo enduristi della Protezione civile del Gruppo comunale di Cerveteri in occasione del sisma del centro Italia. «Un’intensa storia personale mi ha cambiato la vita mettendomi nella condizione di ridare il bene e il calore che ho ricevuto»

di GIULIANA OLZAI

CERVETERI – «Questo premio non è mio ma di tutti i motociclisti che si sono prestati, o solo hanno dato disponibilità, nel prestarsi come volontari a favore di chi ha bisogno di aiuto senza cercare gloria solo con la voglia di rendersi utili per fare del bene. La gioia più grande è che da enduristi siamo riusciti a ottenere rispetto da tutte le autorità (carabinieri, vigili del fuoco, forestale, ecc…) questo è il premio più grande per tutti i motociclisti. Grazie a tutti». 
Queste le parole di Damiano Incaini, del nucleo enduristi di Protezione Civile del Gruppo Comunale di Cerveteri, dopo il prestigioso riconoscimento, da parte della FMI, per la preziosa opera di volontariato svolta in occasione del sisma che ha colpito il centro Italia nello scorso agosto. Il 10 dicembre infatti,  presso la sala Flora dell’hotel Holiday Inn Rome – Eur parco Dei Medici, nel corso della conferenza stampa per la 73esima Assemblea nazionale elettiva della Federazione Motociclistica Italiana, gli è stata conferita una targa di merito, consegnatagli dal presidente della Fmi Paolo Sesti con su scritto  “Con gratitudine e infinita riconoscenza per la disponibilità e lo spirito di volontariato dimostrato”. La targa è stata consegnata anche a Gabriele Oliveri e Mario Menicocci, che all’epoca hanno avuto insieme a Incaini funzioni di coordinamento. 
Di loro si è parlato tanto. Ribattezzati  “angeli del casco” hanno raggiunto i paesi distrutti con le loro moto per portare gli aiuti anche nelle frazioni e nelle piccole comunità più isolate. In poco tempo, attraversando paesi in macerie e strade dissestate o addirittura cancellate, hanno portato ciò che serviva: dalle medicine ai beni di prima necessità ma soprattutto un po’ di conforto e un sorriso a quelle persone rimaste isolate.  Il giovane cerveterano, sposato e padre di due bimbi, fa il giardiniere.  La vita lo ha messo a dura prova, quando lui e sua moglie si sono accorti, dopo qualche mese dalla nascita, che il più piccolo era non vedente. A cuore aperto Damiano racconta la sua esperienza che gli ha cambiato la vita. «Ho girato il mondo per tentare di trovare una soluzione al problema di mio figlio. Ovunque sono andato ho trovate persone che ci hanno accolto e dato una mano. Sono rimasto profondamente colpito da tutte quelle associazioni che  mettono a disposizione dei  volontari per aiutare gli altri. A me e a mia moglie, ci hanno accolti e trattati come dei loro figli o dei nipoti. Quell’accoglienza e quel calore dispensato in un momento critico della nostra vita, posso dire che ci hanno trasformato. Quando ricevi quel tipo di bene e di calore, viene una irrefrenabile voglia di ridarlo. In quei momenti, ho capito veramente quanto può fare un essere umano per aiutare l’altro. Tutti avevano per noi una parola di conforto. Ora siamo felici, sereni e il brutto è lasciato alle spalle. Dal canto mio però, cerco di mettermi a disposizione secondo le mie possibilità per il piacere di rendermi utile ogni qual volta si rende necessario». Dopo il momento di profonda commozione quando per un attimo gli occhi si sono come assentati immersi nel ricordo di emozioni che devono essere state  molto intense, il discorso ritorna sul premio e continua Incaini:  «E’ stata una grande soddisfazione. Tutti i capi della Fmi ci hanno ringraziato perché grazie al nostro intervento si è smosso tanto a livello nazionale. Tanto che si sono firmati degli accordi sia col Corpo forestale che con la Protezione civile. Inoltre il 7 dicembre scorso è stato siglato il protocollo d’intesa con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Questo è un grande risultato perché anche loro si sono resi conti dell’importanza del soccorso attraverso l’impiego delle moto. I motociclisti era in un certo modo visti come gli scapestrati di turno, invece, col nostro operato c’è stato un riconoscimento sociale. Ora si cercherà di organizzare un discorso di intesa e di sviluppo a livello nazionale  per cercare in caso di necessità tutte le forze (Protezione civile, carabinieri,  vigili del fuoco, corpo forestale) possono contattare la Fmi che a sua volta ha dei volontari addestrati e pronti per le emergenze. Lo scopo è quello di creare dei gruppi in base a tutti moto club presenti in Italia in modo da avere più sedi in ogni regione. Così in caso necessità sono già presenti sul posto delle persone preparate. Il nostro apporto, avendo maturato esperienza sul campo, sarà indispensabile quando si attiveranno i corsi di formazione».

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