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Una pietra tombale sull’edilizia

Una pietra tombale sull’edilizia

Fiumicino. Ignorate le indicazioni di Comune e Regione. Mercoledì assemblea pubblica. L’Autorità di Bacino rende operativo il ‘‘decreto 42’’ sul rischio alluvioni La polemica in città: "E lo stadio della Roma? Due pesi e due misure"

di ANGELO PERFETTI

FIUMICINO – Nonostante il parere contrario della Regione, e il fatto che sia necessario rimappare l’intero territorio, in quanto le decisioni ventilate dall’Autorità di Bacino fossero basate su cartografie vecchie di decenni, il famigerato Decreto 42 è stato approvato. Dietro l’accelerazione, la volontà della sindaca di Roma Virginia Raggi di chiudere la partita velocemente. Una notizia che sconvolge tutti i piani di riassetto del territorio e che rende inutile – per certi versi – persino la costruzione della strada argine.
Gli atti ufficiali non sono ancora stati pubblicati, ma la decisione è presa. E come in un drammatico bussolotto della tombola l’Autorità di Bacino ha mischiato i numeri: il Decreto 42 diventerà il Decreto 57. Ma con qualunque numero a perdere è sempre la nostra città.
La beffa del ritiro
La notizia era arrivata a fine novembre e aveva risollevato gli animi di chi ha un sogno da costruire. Il famigerato Decreto 42 dell’Autorità di Bacino (quello che imporrebbe un nuovo vincolo su tutto il territorio di Fiumicino “incapace” di reggere l’urto delle piogge) – si diceva – era stato ritirato su sollecitazione della Regione e sarebbe stata rifatta la mappatura del territorio.
«2 pesi e 2 misure».
«Sembrava che finalmente dopo un anno e mezzo di polemiche, studi idraulici, blocco delle procedure autorizzative regionali, il famigerato decreto 42 dell’autorità del bacino Tevere – afferma una nota del Comitato spontaneo Isola Sacra – stesse per essere ritirato. Decreto che poneva, se approvato, un vincolo tombale di inedificabilità assoluta su tutto il territorio di Fiumicino.
Un decreto analogo, ma del tutto efficace ed operativo, è stato promulgato a giugno del 2015: il decreto 32. Decreto segretariale che riguarda i reticoli secondari ed i relativi rischi idraulici sul territorio di Roma. Decreto che a differenza del 42 mostra un dettaglio e approfondimento maggiore.
La cosa curiosa – prosegue la nota – che tra le varie mappe ce n’è una che risalta subito agli occhi per via delle cronache attuali: la tavola PB 78 in cui ricade anche la zona di Tor di Valle dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma. Da tale tavola si ricava che la zona in questione ricade in fascia R3/B ossia con un vincolo molto stringente rispetto alle possibilità edificatorie. Di certo impedisce una qualunque variante urbanistica come invece necessita la costruzione del nuovo stadio.
Allora ci chiediamo, visto che nessuno ne parla, ma anzi sembra ormai in dirittura d’arrivo l’approvazione del nuovo stadio, ci chiediamo se siano cambiate le regole che applicano l’Autorità di bacino del fiume Tevere e la regione Lazio?  Perché nel nostro territorio sono circa un anno e mezzo che qualunque procedura di autorizzazione di pianificazione urbanistica (conforme al Prg) viene bloccata, qualunque edificazione diretta deve subire le forche caudine della preventiva autorizzazione regionale!! Sembra invece che nel caso dello stadio tutto ciò non sia necessario. Sarà il solito favoritismo per i grandi interessi? Non siamo così maliziosi e non vogliamo crederci. Oppure hanno cambiato le regole ed a noi non ci è stato detto? Chiediamo lumi alla Regione Lazio ed al segretario dell’Abtevere perché se realmente sono cambiate le norme tecniche del PAI lo comunicassero anche a noi che sono anni ed anni che in zona R3 ed R4 stiamo aspettando per poter edificare una casa per i nostri figli. Se si può edificare uno stadio di 50.000 persone in zona idraulica a rischio si potrà sicuramente realizzare qualche casetta anche all’isola sacra!»
Il sindaco di Fiumicino Esterino Montino, la Presidente del Consiglio comunale Michela Califano, l’assessore alle Politiche del Territorio Ezio Di Genesio Pagliuca, il Presidente della Commissione Urbanistica Giampaolo Nardozi, insieme a consiglieri comunali, assessori e delegati, invitano mercoledì 21 dicembre alle ore 17 in aula consiliare all’incontro aperto a cittadini, professionisti del settore, proprietari, imprenditori, associazioni e comitati per discutere delle azioni da intraprendere a seguito dell’emanazione del nuovo decreto 57 relativo al rischio alluvioni.

IL COMUNE: “ATTO UNILATERALE, CI OPPORREMO” – “Il comitato tecnico dell’Autorità di Bacino del Fiume Tevere ha approvato, nella riunione di ieri, il decreto 57, portando a compimento le indicazioni contenute nel decreto 42”. Lo dichiara l’assessore alla pianificazione del territorio, Ezio di Genesio Pagliuca.
“In sostanza l’ABTevere ha ridefinito le aree allagabili nella zona fociale del fiume Tevere, corsi d’acqua secondari e rete canali di bonifica nel territorio di Roma Capitale e Comune di Fiumicino, stabilendo il vincolo totale su vaste porzioni del nostro territorio e l’impossibilità di effettuare qualsiasi tipo di intervento. Tutto questo nonostante osservazioni accurate sulla base di studi puntuali e meticolosi presentati all’Autorità di Bacino da questa Amministrazione e il voto contrario della Regione Lazio. Il tutto è stato portato a compimento sulla base di una mappatura riguardante il perimetro di Roma Capitale applicata per analogia e senza alcun approfondimento sul nostro territorio. E questo nonostante avevamo più volte chiesto che fosse la stessa Autorità di Bacino a presentarci uno studio accurato – conclude Di Genesio Pagliuca – sulla criticità idraulica del nostro Comune.
“Siamo davanti a un atto di prepotenza, un provvedimento che riteniamo sbagliato sia nella forma che nei contenuti e che avrà conseguenze pesantissime anche in termini di entrate sulla finanza del nostro Comune – dichiara il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino – Ovviamente contesteremo in tutte le sedi deputate quanto determinato dall’ABTevere. Nei prossimi giorni, non appena avremo gli atti relativi al provvedimento, valuteremo e renderemo note le azioni che abbiamo intenzione di intraprendere – conclude Montino – a tutela del nostro Comune e della cittadinanza”.

L’OPPOSIZIONE: “VIOLENZA BUROCRATICA INAUDITA” – “Quella che sta subendo Fiumicino è una iniziativa di inaudita violenza burocratica, nella quale si evince chiaramente una cosa: dove le esigenze edificatorie sono legate alle famiglie o alla piccola imprenditoria il blocco diventa totale. Al contrario le grandi aree dell’hinterland romano vengono svincolate come per magia.
Abbiamo letto dalla stampa le parole dell’assessore Di Genesio. E di fronte a questa decisione che rischia di creare una grave emergenza economica e occupazionale, confermiamo la nostra totale disponibilità a concertare e sostenere al di là di ogni posizione politica o partitica, nell’esclusivo interesse della citta, ogni iniziativa utile a rimediare a questa ingiustizia.
Di fronte a una tale prepotenza della Regione e del Ministero le forze politiche locali debbono ricercare la massima unione di intenti e compatezza”. – Lo dichiarano i consiglieri comunali Mauro Gonnelli, Federica Poggio, William De Vecchis e Giuseppe Picciano.

“PROPRIO IN QUESTI GIORNI PAGHIANO LE TASSE: CHI CI RIMBORSERÁ?” – “Proprio in questi giorni stiamo sborsando migliaia di euro a famiglia per pagare l’Imu terreni che in teoria sarebbero edificabili ma in in realtà non lo sono mai stati. Con quest’ultima notizia viene da pensare che non lo saranno mai. allora mi chiedo:; chi ci restituisce i soldi incassati dal comune senza alcun vero titolo?” A parlare è il leader di Gil (Gruppo indipendente libwero per Fiumicino), Mario Russo D’Auria. “Nel tempo – prosegue – si sono susseguite rassicurazioni, piccoli sconti, finte aperture, ma siamo ancora allo stesso punto: ci fanno pagare fior di quattrini senza darci la possibilità di costruire. Uniamo veramente e  seriamente le nostre forze sotto un unico ombrello per lottare e difendere ciòi che è nostro. Continuare a pagare per non aver niente in cambio, nessuna associazione e nessun cittadino può più tollerarlo”.
“Dovremo fare un’azione legale contro chi ci chiede i soldi – prosegue Russo D’Auria-. La protesta contro l’Ab Tevere è sacrosanta, ma è il Comune che ci chiede soldi e continua a chiederceli. dobbiamo metterci insieme per lottare anche contro questo sistema che chiede e non dà. Non è una questione di colore politico, visto che la storia va avanti da anni sotto ogni bandiera: è una questione di giustizia”.

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