Pubblicato il

Rogo di Villa Chiara, dopo sette anni ancora un rinvio

Rogo di Villa Chiara, dopo sette anni ancora un rinvio

Santa Severa. Fissato al 12 gennaio il processo a carico di sei persone imputate della morte di due anziani, ospiti della struttura geriatrica di Santa Severa, deceduti a causa di un incendio

SANTA MARINELLA – È stato rinviato al 12 gennaio presso il Tribunale di Civitavecchia, il processo a carico di sei persone imputate della morte di due anziani ospiti della struttura geriatrica di Santa Severa Villa Chiara, che la notte del 31 gennaio del 2010 morirono per soffocamento in un locale adiacente alla residenza, a causa di un incendio che si sviluppò per un corto circuito all’impianto di riscaldamento. Dopo quasi sette anni ed una serie di udienze, ancora non si è giunti alla fine del dibattimento. Sul banco degli imputati, i proprietari della casa famiglia e quattro assistenti, accusati di omicidio colposo e sequestro di persona. Nell’ultima udienza di ieri l’altro, è stato deciso di rinviare il processo al 12 gennaio del 2017. Sulla vicenda interviene la figlia di uno dei due anziani morti, Bruna Di Bernardino, la quale intende porre all’attenzione dell’opinione pubblica tutto il suo disappunto, per il pericolo di una eventuale prescrizione del processo per decorrenza dei termini. L’avvocato della famiglia Di Bernardino, comunque, precisa che solo alcuni dei reati possono essere prescritti e dipende quali saranno quelli che potrebbero essere riconosciuti agli imputati. «Il processo dovrebbe essere quasi alla fine – dice l’avvocato Marconi, legale della famiglia Di Berardino – ci sono state diverse consulenze tecniche, audizioni di testimoni, perizie che hanno dato delle spiegazioni al fatto. Nell’ultima udienza, ci doveva essere la discussione del pm e delle parti civili, ma a seguito di una problematica in merito ad una documentazione chiesta dei legali degli imputati, il processo è stato rinviato al 12 gennaio. In quel frangente le parti civili inizieranno le discussioni e poi, nell’ultima udienza, verranno fatte le conclusioni e la sentenza. Non posso dire cosa si è evidenziato in particolare nel processo, perché dobbiamo ancora iniziare le discussioni, in sintesi, dopo che gli imputati sono stati rinviati a giudizio, sono stati sentiti i testimoni, i tecnici intervenuti sul posto, fatto un incidente probatorio per acquisire atti irripetibili, sentito il medico legale e fatte le autopsie. Chiaramente sono stati valutati alcuni aspetti come quello molto importante che riguarda il fatto se i due anziani erano stati chiusi a chiave dall’esterno oppure no. Quando sono arrivati i Vigili del fuoco la porta era aperta. Ma la prima persona ad intervenire è stata una dipendente della struttura. Qualora dovesse emergere che la porta è stata chiusa dall’esterno, in quel caso si potrebbe ipotizzare il sequestro di persona. Posso dire che c’è un pm molto scrupoloso e noi confidiamo che esca fuori la verità. E’ un processo seguito bene dal punto di vista istruttorio. Mi chiede se ci può essere il rischio di prescrizione? Ci sono alcuni reati a rischio di prescrizione, altri invece no, come ad esempio il sequestro di persona. L’omicidio colposo è a rischio prescrizione dopo sette anni e mezzo. Dunque su quello poco si può fare. In caso di sentenza di condanna di primo grado, invece, il reato non si prescrive».

ULTIME NEWS