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Torna in luce l’impianto di epoca Repubblicana

Torna in luce l’impianto di epoca Repubblicana

Oggi alle 17 al castello Odescalchi la presentazione degli ultimi risultati degli scavi  

S. MARINELLA – Oggi pomeriggio alle 17 nella prestigiosa cornice del Castello Odescalchi si terrà la presentazione degli ultimi risultati degli scavi condotti nel sito della città romana di Castrum Novum, da un’equipe internazionale italo-francese che dal 2010 sta curando gli scavi nell’area urbana e nelle immediate adiacenze riportando in luce interessanti testimonianze dell’abitato e dei suoi monumenti. Il dottor Flavio Enei, direttore del museo civico di Santa Marinella, curatore del progetto di ricerca e concessionario degli scavi, illustrerà le importanti scoperte effettuate negli ultimi tempi. I dati archeologici indicano che l’insediamento venne costruito dai romani su un leggero rilievo affacciato sul mare, sui resti di un precedente abitato etrusco che controllava la rada portuale con il punto di approdo a sud del Capolinaro. Gli scavi dimostrano che anche prima degli etruschi il luogo risulta abitato nella preistoria, nell’età del bronzo, nel II° millennio a.C. Lo scavo, coordinato dal direttore del museo, in collaborazione con la prof.ssa Sara Nardi e il prof. Grégoire Poccardi delle Università francesi di Amiens e Lille 3, vede impegnati sul campo anche i volontari specializzati per i Beni Culturali del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite. Le attività di ricerca si svolgono sotto la supervisione della Dott.ssa Rossella Zaccagnini della Soprintendenza Archeologia per il Lazio e l’Etruria. Grazie all’impegno di tante persone ed Enti dallo scorso anno sta tornando in luce l’impianto del castrum di epoca repubblicana con un tratto delle possenti mura di cinta, spesse circa tre metri e lunghe almeno cento. A ridosso del muro, sono stati ritrovati i resti degli alloggiamenti dei soldati nel III° secolo a.C.

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