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"Una commissione urbanistica per Punta di Palo"

LADISPOLI – «Abbiamo chiesto la convocazione di una commissione urbanistica per fare luce sulla vicenda Punta di Palo».
Con queste parole il movimento civico Cuori Ladispolani ha annunciato la protocollazione di una richiesta di una commissione urbanistica.
Un incontro in commissione per discutere i progetti edilizi che verranno realizzati nella zona di Punta di Palo.
«L’approvazione del piano di lottizzazione – spiega il movimento Civico – risale al 2002, quando ancora non eravamo presenti in Consiglio Comunale. In questi giorni apprendiamo che, all’insaputa di tutta la città, si corre il rischio di compromettere in maniera irreversibile una porzione di territorio che invece dovrebbe essere tutelata dalle speculazioni edilizie. 
Renderemo nota la data della commissione non appena ci verrà comunicata».
Preoccupazione sulla situazione e l’urbanizzazione di Punta di Palo anche dai comunisti ladispolani i quali sottolineano come «i rischi che si corrono per le massicce edificazioni di Punta di Palo, vanno ad aggiungersi ai pericoli per Osteria Nova e Piazza Grande. 
Soprattutto sembra apparire un uso spregiudicato dell’edilizia convenzionata che, a nostro avviso, guarda più agli interessi del privato che a quelli pubblici».
«Le occasioni perse, come quel la della ex piscina del Faro (dove la città non ha praticamente guadagnato nulla, nemmeno uno straccio di piscina comunale) o la vicenda dell’ex Istituto Alberghiero (che la Provincia ha venduto tout court a privati, senza nemmeno trattare per la ristrutturazione e qualche appartamento da adibire a casa popolare) – continuano i comunisti ladispolani –  non fanno presagire nulla di buono per il futuro urbanistico di quelle zone. Alla luce di quanto si evince dall’articolo poi il Comune non solo non avrebbe alcun rientro, ma addirittura un aumento di spese (per la manutenzione delle aree concesse) e per le spese di cui dovrebbe farsi carico Flavia Acque».
«Ladispoli – continuano i comunisti ladispolani –  non ha bisogno di altre colate di cemento, anzi, vanno rivisti alcuni concetti, che sembrano riscuotere molto successo in diversi ambiti di giunta e maggioranza, riguardo all’utilizzo dell’edilizia convenzionata. Senza dimenticare il drammatico bisogno di case popolari per tante famiglie che quotidianamente patiscono sulla propria pelle, i morsi sempre più feroci della crisi economica».

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