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Ridolfi procede con querela contro chiunque abbia commesso atti diffamatori nei suoi confronti

Dopo la vicenda ‘‘Antenna sì, Antenna no’’

Dopo la vicenda ‘‘Antenna sì, Antenna no’’

CERVETERI – Non si registra un’eccezione, ma purtroppo si prende atto di una consuetudine quando a Cerveteri, un semplice atto di invidia, si interfaccia con la politica e si aggroviglia in labirinti difficili da districare, dove ognuno usa i poteri che ha con o senza cognizione di causa per raggiungere il suo fine, ignorando o calpestando i diritti collettivi portando a discredito luoghi istituzionali rendendoli consapevolmente o inconsapevolmente piazze dove si consumano tradimenti o regolamenti di conti personali.  Questa la piega che stava prendendo la vicenda ‘‘Antenna sì, Antenna no’’, che ha tenuto banco nell’ultimo periodo e che ha visto coinvolti Ridolfi e Orsomando. Il caso si è ‘‘fazionato’’ politicamente tanto da arrivare tanto da arrivare diffamazione e alla intimidazione. E’ così, che Luciano Ridolfi, dopo aver consentito l’altra sera a fare in modo che il Consiglio approvasse la variazione di bilancio sospendendo la sua protesta che lo vedeva contrapporsi al presidente Orsomando, oggi  comunica di aver dato mandato al suo legale di procedere ad esporre querela contro chiunque abbia  commesso o istigato a commettere atti diffamatori ed intimidatori con qualsiasi mezzo, nei confronti suoi e della sua famiglia. «Basta – dice – ormai mi vengono a suonare il campanello anche alle tre di notte. Ora si vedrà come interpreterà un giudice il contenuto di quel volantino  esposto nella scala del Granarone e chi lo ha permesso».

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