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Forno Crematorio: Cordella e i suoi colleghi di commissione dichiarano inammissibile il quesito referendario

Il regalo di Natale dell'amministrazione Cozzolino: in consiglio il Movimento 5 Stelle finge di essere interessato all'iniziativa popolare, dietro le quinte prepara la controffensiva: lasciare agli uffici comunali in compito di impedire la raccolta delle firme che si sarebbe potuta trasformare, come per Renzi, in una richiesta di dimissioni indirizzata proprio al Sindaco e al suo cerchio magico

Il regalo di Natale dell'amministrazione Cozzolino: in consiglio il Movimento 5 Stelle finge di essere interessato all'iniziativa popolare, dietro le quinte prepara la controffensiva: lasciare agli uffici comunali in compito di impedire la raccolta delle firme che si sarebbe potuta trasformare, come per Renzi, in una richiesta di dimissioni indirizzata proprio al Sindaco e al suo cerchio magico

CIVITAVECCHIA – L’amministrazione comunale del Movimento 5 Stelle sul forno crematorio scopre le carte: trovata la formula per tarpare le ali al fronte del no. A dire il vero le prime avvisaglie si erano già avuto in consiglio comunale lo scorso 14 dicembre, quando Cozzolino e il cerchio magico pur evitando di dichiarare pubblicamente la loro posizione politica con un secco “favorevoli” o “contrari” al forno crematorio, si limitarono al gioco del nascondino dietro tempistica, cavilli, atti relativi, salvo poi elogiare forzatamente i cittadini promotori del quesito referendario. Veniva elogiato il referendum mentre ci si preparava a una mancata accettazione del quesito proposto. E così è andata. Dopo il teatrino a colpi di emendamenti all’ordine del giorno legato a una mozione ritirata, Cozzolino e i suoi fedelissimi votarono l’impegno per il consiglio comunale: indire un referendum cittadino al fine di far esprimere la cittadinanza di Civitavecchia sulla realizzazione del forno crematorio. Indire cosa? Come mai i sedicenti grillini non hanno ravvisato prima e autonomamente l’esigenza di interpellare i cittadini sulla questione? Il gioco politico è apparso chiaro fin dalle prime battute: elogiare i promotori del referendum, mettersi a disposizione per l’accoglimento delle firme raccolte, tanto ci penserà qualcun altro a bocciare tutto e respingere il quesito proposto. Quel qualcuno si chiama Caterina Cordella e fa il segretario generale al Comune di Civitavecchia, scelta, guarda caso, da Antonio Cozzolino. Proprio lei, insieme al dirigente del Servizio sviluppo organizzazione, gestione e formazione risorse umane Giglio Marrani, all’avvocato Silvio Sbragalia, con la partecipazione del segretario verbalizzante Vanina Mattera, con parere di commissione ha espresso il parere di inammissibilità in ordine alla richiesta di referendum. I motivi? Sono sostanzialmente due. Il primo: “L’attuale          normativa comunale non consente la proposizione di referendum che abbiano per oggetto “bilanci. Si deve infatti ritenere che non possa essere rimessa al giudizio popolare la valutazione su una scelta che ha già raggiunto fasi di sviluppo procedimentale sottratte alla libera disponibilità del Comune”.   Il secondo: “Il referendum può avere ad oggetto soltanto l’adozione o l’eliminazione di atti amministrativi che non abbiano già esaurito la loro efficacia. Nel caso di specie, si è già pervenuti alla conclusione del procedimento concessorio e alla stipula della conseguente convenzione”. Il festival dell’assurdo. Nel primo caso la Cordella e i suoi collaboratori di commissione equiparano  il tutto ai referendum in materia di bilancio, ma se si considera che tutti i referendum hanno in qualche modo impatto sulla finanza pubblica, ne deriva che dovrebbero essere tutti vietati seguendo il criterio specificato nel respingimento del quesito sul forno crematorio. Nel secondo caso, invece, la situazione è ancora più inquietante: considerato che la presidente del consiglio comunale Alessandra Riccetti il quesito lo ha letto ad alta voce all’aula Pucci in consiglio comunale, come mai il segretario generale Cordella (poi divenuto membro della commissione che ha di fatto respinto il tutto) non ha ravvisato l’esigenza di intervenire e magari aggiustare il tiro, considerato che la maggioranza che la Cordella l’ha voluta al Pincio si stava apprestando a votare un ordine del giorno nel quale si rendeva disponibile addirittura ad indire un referendum cittadino al fine di far esprimere la cittadinanza di Civitavecchia sulla realizzazione del forno crematorio? Delle due, l’una: o la Cordella ha messo in difficoltà anche il Movimento 5 Stelle che ha votato un ordine del giorno inutile, viziato da cavilli che il segretario generale si è guadato bene dal tirare fuori in aula, oppure l’accordo era già stato fatto per consentire agli amministratori grillini di salvare la faccia in consiglio comunale e nascondersi poi dietro a un parere successivo di una commissione guidata proprio dalla Cordella che alla Pucci ha fatto scena muta. Per il momento Cozzolino si sente al riparo dall’effetto Renzi, dal momento che il sindaco sapeva bene che la raccolta delle firme per il referendum contro il forno crematorio avrebbe portato a una sottoscrizione dai numeri molto più alti di quelli necessari, il cui incolonnamento avrebbe suggerito chiaramente al primo cittadino di andare a casa. La sfiducia popolare per il momento è rimandata. Rimane da capire cosa vorrà fare ora la maggioranza. Con o senza il parere della commissione sul quesito proposto, rimane valido l’ordine del giorno votato in consiglio, con il quale la maggioranza si impegna a indire un referendum sulla realizzazione del forno crematorio. I grillini ora prenderanno tempo per poter poi dire di averle tentate tutte inutilmente? Un gioco al massacro, un harakiri di quelli che ormai Cozzolino e il cerchio magico propongono alla città con una certa frequenza. Non è detto che i cittadini questa volta accettino le regole del Pincio senza fiatare. Se prima i comitati erano ben distinti nelle loro azioni di lotta, non è escluso che ora un consistente numero di cittadini lontano fino a questo momento dalle beghe politiche, prenda in mano la situazione optando per una protesta di piazza. Il trucchetto di dichiarare inammissibile il quesito referendario sotto Natale è tanto vecchio quanto caro alla politica del passato. Oggi Cozzolino lo ripropone maldestramente, aggiungendo al una nuova goccia di disappunto al pesante carico di impopolarità che porta ormai sulle spalle da tempo. 

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