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Crematorio: il comitato non ci sta

Crematorio: il comitato non ci sta

Ricorso per contestare la decisione della commissione sull'inammissibilità del quesito referendario. E intanto si procede con la raccolta delle firme. Domani mattina banchetti al mercato in piazza XXIV Maggio

CIVITAVECCHIA – Il comitato contro il forno crematorio di Civitavecchia prende atto della decisione della commissione speciale che ha ritenuto “inammissibile” il quesito referendario, annunciando il ricorso e dicendosi prondo a procedere sulla strada già tracciata. Tanto che da oggi inizierà la raccolta delle firme “certi che gli organi superiori accoglieranno il nostro ricorso – ha spiegato il portavoce Mario Michele Pascale – vista l’inconsistenza delle motivazioni della commissione. Siamo colpiti della rapidità con cui la commissione si è riunita ed ha deliberato, mettendo a repentaglio il cenone di natale dei suoi componenti, riunendosi il 23 dicembre”.

Nel merito, i punti salienti del rigetto sono due: la commissione ritiene che “il referendum (…) può avere come oggetto solo atti amministrativi che non abbiano esaurito già la loro efficacia”. “Secondo la commissione la delibera si sarebbe esaurita nell’atto delle concessioni. Cosa che appare strana – hanno spiegato dal comitato – dato che la delibera della quale si chiede l’annullamento concerne si la progettazione, ma anche la costruzione (tutt’ora in corso) e la gestione dell’impianto di cremazione, che ancora non è entrato in funzione. Dire che la delibera si esaurisce con la sola concessione delle autorizzazioni – hanno aggiunto – è una lettura parziale e decisamente fantasiosa. Anche un bambino lo capirebbe.

La commissione ritiene che l’attuale normativa non consenta “la proposizione di un referendum che abbiano come oggetto bilanci”. “In altri termini si dice che l’abrogazione della delibera che rende possibile il crematorio – hanno chiarito dal comitato – potrebbe avere risvolti sulla finanza pubblica, dato che il costruttore potrebbe chiedere i danni. Ci domandiamo cosa valga di più: la salute dei cittadini di Civitavecchia o la eventuale richiesta di danni dell’azienda titolare della concessione. Secondo noi la nostra salute e quella dei nostri figli non ha prezzo. Così la dovrebbe pensare ogni onesto padre o madre di famiglia. La decisione della commissione, formata dal segretario comunale Cordella e dal dirigente Marrani e dall’avvocato Sbragaglia – hanno concluso dal comitato – ci lascia a dir poco perplessi. La sovranità appartiene al popolo, e non agli uffici che, anzi, dovrebbero favorire il pronunciamento dei cittadini e rispettarlo. Questo dice la nostra costituzione”. 

 

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